«Non c'è stata la spallata» replica Chiti. Bossi: ora ci devono ascoltare. Cicchitto parla di durissima sconfitta Bondi fa il conto dei Comuni conquistati: siamo a quota 16
ROMA. «E' una vittoria sonante, sono risultati straordinari. Tutta l'Italia ha mandato un segnale chiaro a Prodi: questo governo delle tasse deve andare a casa». Silvio Brelusconi passa all'incasso senza attendere neppure i primi dati certi. Le proiezioni che indicano una sostanziale vittoria della Cdl al Centro-Nord lo autorizzano a rompere gli indugi e ad esaltare il risultato di una tornata amministrativa che secono il centrosinistra non può avere una valenza politica.
Alla vigilia del voto, il Cavaliere era stato chiarissimo: «In caso di vittoria saliremo al Colle per chiedere elezioni anticipate». E ieri, subito dopo la chiusura dei seggi, ha riunito i suoi collaboratori per mettere a punto la strategia d'attacco: «Adesso andiamo a battere cassa. Al nord abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere e adesso Prodi deve tirare le somme...». «Domani, a bocce ferme, valuteremo il da farsi» aggiunge il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti. «La bastonata è arrivata e i candidati voluti dalla Lega hanno vinto tutti. Per noi questo è un grande successo» taglia corto Umberto Bossi, che torna a fare la voce grossa e chiede a Prodi di soddisfare le richieste dei leghisti: «La gente del Nord vuole la libertà altrimenti non si limiterà solo a far vincere le elezioni alla Cdl. Qui esce davero la rivoluzione».
La Cdl vuole monetizzare al massimo il risultato del voto amministrativo ma Romano Prodi non ha nessuna intenzione di mollare e Massimo D'Alema non vede pericoli per il governo. «Berlusconi ha perso tutte le elezioni amministrative e non si è mai dimesso, quindi lui è l'ultima persona al mondo che può chiederlo agli altri» spiega il vicepremier pochi minuti dopo le prime proiezioni.
La dichiarazione che il ministro degli Esteri rilascia nel primo pomeriggio sintetizza lo stato d'animo del centrosinistra davanti ad un risultato che non consente all'opposizione di chiedere le dimissioni di Prodi ma non autorizza la maggioranza a parlare di vittoria. Se la Cdl si dice soddisfatta, l'Unione ricorda che da parte del centrodestra non c'è stato alcuno sfondamento, come aveva previsto Berlusconi.
«Dalle prime indicazioni mi sembra che non ci sia stata alcuna spallata» dice il coordinatore dell'esecutivo della Margherita, Antonello Soro. «Il dato è locale e mi pare che non ci siano sfondamenti» aggiunge il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, che ammette «un problema al Nord» per il centrosinistra e riconosce alla Cdl il merito di esseresi «ricompattata».
Nell'Unione nessuno parla apertamente di sconfitta. Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, invita a riflettere sull'aumento dell'astensionismo mentre il ministro per lo Sport, Giovanna Melandri, ammette le difficolta per il centrosinistra al Nord.
«Comunque la si metta, il centrodestra non ha vinto le elezioni ma le ha stravinte. Se si considerano le città più significative, si deve ammettere che la Cdl governava in 17 città e la sinistra in 12. Dopo questo primo turno amministrativo, il centrodestra già è certo di governare in 16 città, la sinistra al più vince in 7, mentre 6 sono le città che vanno al ballottaggio» spiega Sandro Bondi.
Fabrizio Cicchitto vede per il governo una «durissima sconfitta» mentre Paolo Bonaiuti assicura che tutto è andato come previsto da Berlusconi. I risultati di Verona, del Nord e di Olbia sono per Renato Schifani l'«inizio di una spallata al governo». Ignazio La Russa (An) parla di un dato «eccezionale» per il centrodestra ed ironizza sulla solidità della maggioranza: «Un governo in bilico come quello di Prodi non ha bisogno di spallate, può bastare una piuma...».
Roberto Calderoli non perde occasione per ricordare, con una battuta, che il governo si dovrebbe dimettere: «Visti i risultati che stanno uscendo da queste elezioni, Prodi è finalmente andato dal Presidente della Repubblica. Peccato che, come sempre, abbia sbagliato e invece di andare da Napolitano sia andato da Sarkozy...».
A non credere che il voto amministrativo possa avere conseguenze sulla tenuta del governo è invece Roberto Maroni: «Per il centrosinistra, soprattutto al Nord, si tratta di una grave sconfitta che non porterà a nessuna spallata perché è il potere a tenerli insieme». Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ricorda che il suo partito non ha mai «evocato la spallata» ed invita il centrosinistra a «riflettere fino in fondo» su un dato elettorale che dovrebbe «preoccuparlo seriamente».