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Data: 29/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - MONTESILVANO - Odoardi detta le condizioni: mai con Brocchi. I patti per il ballottaggio: Rifondazione mette subito Finocchio all'angolo

L'ex city manager «Non mi vogliono per l'Arcobaleno? Allora vado al mare»

MONTESILVANO. Sul tavolo della minuscola sede di Rifondazione comunista di via D'Agnese, su una scrivania invasa da carte, ci sono ancora i vecchi post-it gialli della vecchia campagna «Io voglio». Ma oggi Cristian Odoardi, candidato sindaco che con il 7 per cento ha bissato il risultato di tre anni fa, sa cosa lui e il suo partito non vogliono: «Se c'è Brocchi non ci stiamo noi». «O si mettono dentro i cavalli o gli asini» aggiunge il segretario cittadino Michele Castellano. È questa la condizione per dialogare con il centrosinistra.
Il destino dell'Unione a Montesilvano, feudo della Democrazia cristiana, della Margherita poi, si gioca sul difficile equilibrio di un doppio accordo al secondo turno che oggi appare impossibile. «Noi non vogliamo avere a che fare con la lista Arcobaleno: se però il centrosinistra avrà il coraggio di cambiare, la gente gli ridarà il voto» dice Odoardi. «Il centrosinistra deve rinnovarsi in toto, altrimenti il giorno del ballottaggio abbiamo già altro da fare». Non è l'unica condizione, tuttavia. «Noi ci siederemo a parlare del secondo turno con l'Unione solo se non ci proporranno vecchi pezzi del "sistema Montesilvano": né come assessori, né come presidenti di commissioni o di enti, o alla presidenza del consiglio».
A poche centinaia di metri di distanza, il comitato elettorale di Leo Brocchi, grandi vetrine su via Vestina, megascreen a cristalli liquidi e tappezzeria di manifesti alle pareti, è affollato. L'ex city manager studia i risultati in tv: «Il centrosinistra paga la frantumazione, il centrodestra non fa l'exploit» commenta. E' metà pomeriggio. Dalla Cdl arrivano e da Rifondazione arrivano veti nei suoi confronti: «Non mi vogliono? Allora me ne vado al mare...» fa senza scomporsi. Ma l'avvocato sa che già oggi il suo telefono comincerà a squillare: «La prima telefonata? Me l'aspetto da Sabatino Aracu, perché è un amico». Alla domanda se sceglierà il centrodestra o il centrosinistra però non risponde: «Non ci sono steccati ideologici e io, notoriamente, non sono un estremista di sinistra. Non ho pregiudiziali ideologiche, vedremo i progetti e giudicheremo sulle persone: la credibilità politica non può essere disgiunta dalla credibilità privata. Se invece dovessimo stare all'opposizione aiuteremmo qualcuno a non andare in galera: non sarà una opposizione alla camomilla».
Con la consueta aria tranquilla, nonostante l'Unione avesse sperato in un risultato attorno al 32-33 per cento, Rocco Finocchio parla di «risultato eccezionale, il migliore possibile» e lancia un appello al dialogo ai compagni separati di Rifondazione: «Nei giorni scorsi avevano dichiarato che non mi avrebbero votato, spero che abbiano cambiato idea. Noi abbiamo un progetto al quale credo e che voglio portare avanti: vedremo chi ci sta. Ovviamente partiamo dall'Unione, voglio chiarire con chi non è stato con noi al primo turno gli aspetti di cui non siamo riusciti a parlare. Rifondazione fa richieste legittime e condivisibili». Il segretario provinciale dei Ds Antonio Castricone è ottimista: «Credo che ci siano i margini per un risultato positivo al secondo turno» afferma, «ma dobbiamo recuperare lo spirito unitario: ci sono i partner naturali della coalizione, ma dobbiamo fare un ragionamento più ampio». «Nel '95 partivo sfavorito, poi le cose sono andate diversamente» ricorda l'ex sindaco Renzo Gallerati. «Quanto a Leo Brocchi, mi pare che abbia più a che fare con il centrodestra che con il centrosinistra».
Ma anche da destra si guarda all'ex city manager con interesse: «Noi non abbiamo nessun problema con Brocchi se lui sposa il programma del centrodestra: il problema è la lista Arcobaleno» dichiara il coordinatore provinciale di Alleanza nazionale Lorenzo Sospiri, «ma nessuna decisione al secondo turno può far venir meno un risultato che vede il centrosinistra con la metà dei voti del 2004 e la Cdl con un vantaggio enorme: questo è il dato politico più rilevante».

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