PESCARA. Altro che potenziamento per il trasporto ferroviario abruzzese sarà una estate di lungaggini e disagi.
Con il prossimo orario estivo in vigore dal 10 giugno, infatti, le ferrovie in Abruzzo sostituiranno i collegamenti ferroviari con autobus. E' quanto fa presente la Fit-Cisl Abruzzo.
«La nuova programmazione», scrive il sindacato, «prevede che l'attuale collegamento per Napoli delle ore 5.08 nella tratta da Pescara a Sulmona venga effettuato con pullman con partenza alle ore 4.10 e arrivo a Sulmona alle 6.20 da dove si riparte in treno per il capoluogo campano alle ore 6.32. Medesima sorte per il collegamento serale inverso con partenza sempre in autobus da Sulmona alle ore 20.20, anziché alle 20.18 attuali, e arrivo a Pescara alle 22,30, invece che alle 21,30. Una percorrenza di ben 2 ore e 10 minuti per coprire una distanza di 70 km, circa un'ora in più di quella occorrente con il treno, questo è quanto viene riservato dalla Direzione Trasporto Regionale Abruzzo di Trenitalia ai cittadini abruzzesi che utilizzano il treno per i loro spostamenti. Per non parlare poi della soppressione nei giorni di sabato del collegamento delle ore 12,25 da Pescara per Vasto Termoli e quello di ritorno delle ore 15,10».
Per la Cisl l'aspetto sconcertante di tale vicenda è che alla base delle sostituzioni ed eliminazione di corse ferroviarie c'è la mancanza di personale, in particolare macchinisti e capi treno. Con l'arrivo dell'estate, calcola il sindacato, con il problema ferie aumenteranno ancor più le carenze tanto da mettere in discussione un non prevedibile numero di corse ferroviarie, che talvolta saranno sostituite e spesso eliminate.
«E' incredibile», sottolinea ancora la Cisl, «in un'epoca in cui vi è generale carenza di lavoro ci troviamo di fronte ad un'impresa che pur avendo una notevole domanda non riesce a soddisfarla perché non ha la manodopera. E' fin troppo evidente che la Dirigenza del Trasporto Regionale sta svolgendo da "bravo scolaretto" il compitino assegnato dall'amministratore delegato del gruppo ferrovie dello stato: quello della politica dell'abbandono da parte di Trenitalia dei territori che, pur avendo sottoscritto contratti di servizio con le regioni, non risultano essere redditizi e l'Abruzzo è uno di questi».
Nei prossimi giorni a Roma le segreterie sindacali nazionali affronteranno i problemi sullo sviluppo ferroviario. In questo contesto, secondo la Cisl, la Regione Abruzzo attraverso il suo assessore regionale ai trasporti, deve far sentire la sua voce, «perché riteniamo», scrive la Cisl, «debba ricevere spiegazioni da Trenitalia».