Unicobas minaccia il blocco degli scrutini nelle scuole. I Cub pronti a scendere nelle piazze
ROMA. «Accordo bidone, noi non firmiamo». Giuliano Greggi, direzione nazionale Rdb-Cub respinge in blocco il patto siglato nella notte a Palazzo Chigi. «L'accordo è fissato a 101 euro per i soli ministeri mentre per gli altri comparti non si sa. La cifra parte dal 1º febbraio con la perdita di una mensilità. Si apre la strada alla triennalizzazione del contratto e si applica il memorandum che contiene mobilità selvaggia e chiusura di uffici. Accordi così non ne firmiamo». «Sono già partite le mobilitazioni spontanee», continua Greggi.
Unicobas, sindacato di base della scuola, è ancora più drastico. «Hanno concordato tutto con Padoa-Schioppa - dice il segretario nazionale Stefano D'Errico - siamo pronti al blocco a oltranza degli scrutini finali». Poi D'Errico snocciola le cifre: «Le risorse assegnate ai contratti pubblici valgono meno di 40 euro netti, perché gli altri 30 andranno solo al lavoro aggiuntivo e non saranno pensionabili. Dove sono i 105 euro promessi agli insegnanti? Non esistono a meno che non si vogliano calcolare altre spese per la scuola che non hanno nulla a che vedere con le retribuzioni».
Non ci sono solo i Cobas a lamentarsi. «Rispetto all'accordo del 6 aprile l'accordo firmato ieri notte è un passo indietro - dice Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl - Ciò che mi preoccupa di più sono i contratti triennali perché mettono in discussione un modello di contrattazione valido per tutti. Questa decisione avrà ripercussioni negative sui contratti nel settore privato attualmente in discussione, fra cui quello dei metalmeccanici e quello del commercio».
Dalla Fiom, infatti, arriva la conferma che il contratto triennale sarà l'elemento che più agiterà le assemblee dei lavoratori nei prossimi mesi. «Un accordo completamente negativo - dice il segretario nazionale della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi - è chiaro che ci sia da sperare in una vera consultazione fra i dipendenti pubblici e che si possa bocciare questo accordo che danneggia tutti i lavoratori italiani». A vedere problemi per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è anche la controparte, per i 101 euro concessi: «L'accordo governo-sindacati non è un buon inizio per la trattativa - dice il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo - il contratto degli statali è fatto con i soldi di tutti, quello dei metalmeccanici lo paghiamo noi imprese».