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Pescara, 15/05/2026
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Data: 30/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Treni, piano di tagli sulle tratte più deboli. La denuncia di Luciano (Fit-Cisl) «La Regione deve intervenire»

PESCARA. «Treni tagliati, servizi ridotti e passeggeri dirottati sugli autobus. Ma poi non lamentiamoci se quest'estate ci sarà traffico sulle autostrade». Sceglie l'arma dell'ironia Giovanni Luciano, segretario nazionale dei ferrovieri della Fit Cisl, fino a poche settimane fa segretario della struttura abruzzese del sindacato, per spiegare la ferma opposizione dei rappresentanti dei lavoratori al piano messo in cantiere in Abruzzo dal gruppo Ferrovie dello Stato, che per l'estate prevede la sostituzione di alcune corse con mezzi su gomma (e tempi di percorrenza che si allungano di un'ora) e la soppressione di altre.
Secondo la Cisl, che ha aperto le ostilità soprattutto in vista dell'estate, la causa dei tagli sarebbe la carenza di capitreno e macchinisti.
Ad essere interessati dalle forbici di Trenitalia saranno alcuni collegamenti fra Pescara e Sulmona, Vasto, Termoli e Napoli. «La scelta operativa dell'azienda è nota ed è contestata in diverse regioni» spiega Luciano, «oltre all'Abruzzo ci sono veri drammi in Calabria e Sicilia. Il gruppo vuole investire e potenziare sulle tratte a domanda forte, e tagliare invece le altre».
Un danno doppio, denuncia il segretario del ferrovieri della Cisl, «perché il taglio avviene proprio in quelle zone dove ci sarebbe bisogno di maggiore socialità, dove sarebbe necessario potenziare i servizi di trasporto. E infatti non è un caso che vengono soppresse o sostituite con pullman molte tratte delle aree interne, non soltanto in Abruzzo».
Di più: secondo Luciano «Trenitalia sta utilizzando un'arma impropria, ovvero l'annuncio di chiusure di tratte specifiche in assenza di esborsi da parte delle istituzioni. Una condotta che censuriamo e che contestiamo».
Anche perché avviene in un quadro di forte ridimensionamento, denunciato da anni anche da Cgil e da Uil, della presenza del gruppo Ferrovie dello Stato in Abruzzo, con ripercussioni sul sistema dei servizi e sull'organico.
Contro questa politica i sindacati dei lavoratori del gruppo hanno già messo in agenda uno sciopero generale convocato per il prossimo 22 giugno.
«Chiediamo da tempo, e lo ribadiamo in queste settimane, che il sistema dei trasporti deve essere concepito come un servizio universale, che chiama in causa le Regioni, gli enti locali, l'azienda, i lavoratori. Solo così, con un'assunzione di responsabilità di tutti gli attori coinvolti» sottolinea ancora il dirigente nazionale della Fit Cisl «si potrà salvare un settore che rappresenta un canale di sviluppo importante per tutto il territorio, specie per le aree interne».
Per questo Luciano lancia un appello: «A partire dalla Regione Abruzzo, le istituzioni intavolino un discorso chiaro e netto sul necessario rafforzamento del gruppo Trenitalia in questo territorio».
Oppure, rincara la dose, «a partire da quest'estate nessuno si lamenti se c'è traffico sulle strade e sulle autostrade abruzzesi».

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