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Pescara, 15/05/2026
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Data: 31/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Rivolta nella sanità, i precari occupano la Asl. Braccio di ferro con il manager, firmato un mese di proroga dei contratti

E la direzione archivia le verifiche sulle 200 delibere di Cordone: regolari promozioni e assunzioni

PESCARA. Un braccio di ferro durato oltre 9 ore, picco d'una vertenza, quella dei precari della Asl, che sembra fare passi indietro anzichè avanti. Alla fine, dopo una giornata di occupazione degli uffici di via Paolini e di assemblea permanente, sindacati e personale con un piede già fuori dall'Azienda, l'hanno spuntata: i contratti in scadenza oggi sono prorogati per un mese.
«Ma è davvero l'ultima volta, non è concepibile nè serio procedere nella gestione di una azienda con il metodo delle decisioni dell'ultim'ora». Il direttore generale Antonio Balestrino appare seccato nell'annunciare di aver ceduto ancora, come il 30 aprile scorso, ai 60 lavoratori, tra tecnici, ausiliari e medici, che da oggi avrebbero dovuto essere disoccupati. Forse perchè questa volta era deciso a tenere duro e non gli è piaciuto piegarsi in zona Cesarini, dopo essere stato lasciato solo dai politici a decidere se sfondare il tetto di spesa imposto alla sanità o mandare a casa decine di mamme e padri di famiglia che lo guardavano da sotto striscioni irriverenti.
Sono le 19.08 dunque quando, scuro in volto, il manager apre la porta della stanza in cui è barricato, «a fare conti» insieme allo staff dirigenziale, dalle 14.30, ora in cui è tornato dall'assessorato alla Sanità di Bernardo Mazzocca che dove aver risposto picche a richieste di appoggio per tener testa al fronte dei dipendenti in bilico che alle 11, dopo una rovente assemblea, hanno occupato il suo ufficio e tutto il piano della direzione, decisi a non andarsene fino a che non avesse firmato la proproga di tutti i contratti, e non solo di una parte come era filtrato. Riceve i rappresentanti sindacali e comunica «il rinnovo per un mese dei contratti di lavoro dell'area comparti e di parte di quelli dell'area dirigenziale». Nel giro di pochi minuti arrivano il sindaco Luciano D'Alfonso con il cappellano dell'ospedale don Remo) e il prefetto Giuliano Lalli. Il primo cittadino, anche in qualità di presidente del Comitato dei sindaci della Asl, era stato invitato più volte a venire tra i manifestanti dai sindacalisti, attraverso il presidente del consiglio Gianni Melilla, gli assessori Moreno Di Pietrantonio e Riccardo Padovano. E mancava un quarto d'ora alle 19 quando Paolo Castellucci, segretario della Cgil, fa sapere che l'assemblea degli ospedalieri è decisa a continuare la protesta oggi, occupando stavolta proprio la stanza del sindaco.
Poco dopo D'Alfonso arriva con Lalli. Entrano nella stanza dove ci sono Balestrino e i sindacalisti. Li segue una coda ansiosa di precari. Castellucci e i segretari della Cisl, Umberto Coccia, di Fase e Fials, Francesco Marcucci e Mario Melchiorre, della Ugl Sanità Gianna De Amicis, gli Rsu della Cgil Evandro Carminelli e Massimo Petrini, il rappresentante della Cisl Funzione pubblica Ferdinando De Lellis riassumono quelle che sono le richieste esposte già al mattino al manager: «Noi riteniamo che sia necessario darsi tempo fino a settembre per costruire un percorso condiviso», dice Castellucci, «che abbia come obiettivo non solo la salvaguardia dell'occupazione, ma anche e soprattutto l'efficienza dei livelli assistenziali della sanità pubblica, che senza i 460 precari più gli interinali, tutti in scadenza entro il 2007, è a rischio». «Non si possono fare solo calcoli», gli fa eco Coccia, «il valore dei servizi e delle persone non può essere meno importante delle cifre». «Ci rendiamo conto delle difficoltà economiche delle Asl», aggiunge Castellucci, «e responsabilmente abbiamo ridotto i termini del rinnovo a fine giugno, ma questo tempo non deve passare inutilmente: dobbiamo capire cosa intende fare il governo riguardo ai progetti obiettivo.
«Il governo non risponde», chiosa il prefetto, che a Roma ha inviato una lettera sui precari. «E intanto discutere insieme del Piano di riordino», incalza Castellucci, «verificare le priorità dell'Azienda, come già avevamo chiesto di fare il 30 aprile. Non è colpa nostra se l'ultimo giorno utile ci si ritrova qui». Il sindaco chiede subito a Lalli di riunire consiglieri regionali, parlamentari abruzzesi e sindaci della Asl di Pescara per discutere della situazione. I sindacati allora ricordano che resta indetto lo sciopero della sanità del 18 giugno, giorno in cui il ministro della Salute Livia Turco sarà a Chieti: «Chiederemo di parlarle», assicurano.
«Per questa direzione è essenziale garantire il rispetto dei tetti di spesa per il personale concordato tra Regione e Stato», ribadisce Balestrino, «unitamente alla necessità di assicurare la continuità dei servizi sanitari. In tale ottica dal 9 giugno sarà attivata la consultazione con le organizzazioni sindacali sul Piano di riordino della rete ospedaliera provinciale». Il manager conferma poi «il sostegno fermo all'azione coraggiosa e coerente dell'amministrazione regionale, finalizzata a risanare la situazione economico-finanziaria della sanità pubblica». E si concede un appunto sull'occupazione: «Rispetto le prerogative sindacali», osserva, «ma non condivido la modalità usata e spero che non si ripeta in futuro». «Anche noi ci auguriamo che non serva», la risposta dei sindacati, che ieri hanno incassato un'altra vittoria: la direzione ha archiviato la delibera ricognitiva sulle 200 assunzioni e promozioni last minute dell'ex manager Angelo Cordone. «Siamo contenti che tutto sia stato chiarito», il commento dei Confederali. «Sapevamo di avere ragione: la nostra è stata una battaglia importante», quello degli Autonomi.

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