ROMA - L'Anas «fa troppi mestieri per farne uno bene» e il nuovo governo dovrà procedere quindi ad una «rivisitazione» del suo ruolo, annuncia Pier Luigi Bersani, responsabile programma dei Ds. Il prossimo esecutivo, dice, «chiederà ad Anas una relazione sulla fusione Autostrade-Abertis e poi si farà una sua opinione». «Noi - conclude Bersani - dobbiamo capire se c'è la possibilità di fare nuovi investimenti e la capacità di indebitamento della società». Intanto, Paolo Brutti (Ds), ripresenterà al Senato la proposta di legge per creare l'Autorità nazionale delle concessioni autostradali e trafori (Ancat) che assumerebbe le funzioni di regolazione, monitoraggio e controllo oggi dell'Anas, introducendo «un rigoroso regime sanzionatorio». Le concessioni verrebbero affidate per massimo 25 anni, non prorogabili, tramite gara. Nessuno dei soggetti potrebbe essere titolare di più del 30% della rete, cioè la metà circa di quanto ha oggi Autostrade. E nessuno potrebbe presentare un indebitamento superiore al 50% del capitale versato, pena la decadenza. La concessione non sarebbe trasferibile mentre potrebbe essere revocata dall'Ancat, previa diffida, per «abusi di posizione» o per il venir meno dei requisiti. Al lavoro c'è anche la commissione di tre saggi incaricati dall'Anas di esprimere un parere sulla fusione. «Ci hanno mandato un metro cubo di carte, speriamo di chiudere entro maggio», dice uno dei saggi, l'ex Ragioniere Generale dello Stato, Andrea Monorchio. Caldo il fronte giudiziario. Il procuratore Giovanni Ferrara ha affidato al pubblico ministero Perla Lori il fascicolo sulla fusione Autostrade-Abertis aperto dopo l' esposto presentato nei giorni scorsi dall'Adusbef alla procura di Roma. Lo spiega il presidente dell' associazione dei consumatori Elio Lannutti. Tra le ipotesi di reato sulle quali si starebbero per avviare le indagini, secondo Lannutti, vi sarebbero la manipolazione di mercato e l'aggiotaggio. L' esposto richiama l'attenzione su una oscillazione del titolo Autostrade Spa nell'ordine di 3-4 punti che potrebbe essere collegato, secondo Adusbef, ad una fuga di notizie prima che venisse ufficializzata la fusione con Abertis.