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Data: 02/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
E' morto Marchetti, Cgil in lutto. Aveva 58 anni, era stato segretario della Camera del lavoro

PESCARA. Antonio Marchetti, Tonino per tutti, amministratore di un'azienda tessile di Sulmone ed ex segretario della Cgil di Pescara, si è spento giovedì scorso a causa di un improvviso malore. Aveva 58 anni, lascia la moglie e due figli. Oggi, alle 11, i funerali nella chiesa di via Aldo Moro. Socialista della corrente lombardiana, Marchetti era stato anche consigliere comunale a Pescara tra il 1993 e il 1994, all'epoca dell'amministrazione guidata dal sindaco democristiano Pino Ciccantelli.
Un lutto che ha colpito soprattutto la grande famiglia della Cgil, dove l'ex sindacalista ha lasciato molti amici.
Uno di questi è Nicola Primavera: «Tonino mi ha preceduto alla guida della Camera del lavoro di Pescara, di cui è stato segretario dal 1988 al 1990. Era un socialista lombardiano, veniva dalla segreteria regionale dei Chimici e per un breve periodo è stato anche impegnato in politica con la carica di consigliere comunale. E' stato un grande contrattualista, in anni difficili e complessi. Ma era un uomo di grande esperienza, maturata anche nella direzione nazionale della Fillea accanto a uomini come Cofferati, De Gasperi, Vento, Cazzola...».
Anche Gianni Melilla, ex segretario regionale della Cgil passato poi alla politica, si lascia andara ad un ricordo affettuoso di Marchetti: «Quando ero segretario regionale della Cgil lavoravamo gomito gomito, una persona di una umanità straordinaria. Tonino era molto legato al sindacato e ai lavoratori, soprattutto ai chimici, che ha diretto per tanti anni in Abruzzo. Era un sindacalista dai toni gentili, un uomo misurato, che non alzava mai la voce. Ma era anche un grande contrattualista, uno che si siedeva al tavolo e non si alzava finché non chiudeva l'accordo». Poi il ricordo più recente: «Lo avevo incontrato circa un mese fa a Sulmona. Tonino era animato sempre dalla stessa passione ideale, quella della sinistra socialista. Mi ha chiesto cosa stava succedendo, voleva sapere, era curioso di conoscere gli ultimi sviluppi della sinistra, il dibattitto sul Partito democratico, le dinamiche che muovevano la politica in Abruzzo e a livello nazionale».
Non ha avuto il tempo, Tonino Marchetti, di sapere come andrà a finire. Lui, che negli anni del declino della Prima Repubblica aveva smesso i panni del sindacalista e del politico per andare a dirigere un'azienda tessile di Sulmona, lontano dai nuovi riflettori. Nel frattempo, fuori, era cambiato quasi tutto, e forse questo lo aveva disorientato un po'. L'idea socialista dispersa in mille rivoli, per non parlare della tanto decantata unità a sinistra. Anche nel sindacato erano cambiate molte cose: nomi, ruoli, strategie. E persino i contratti di lavoro, che lui strappava con garbo ma con i denti.

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