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Pescara, 15/05/2026
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Data: 02/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Si dimettono in 11, consiglio comunale sciolto a Sulmona. Gesto in polemica col sindaco: senza maggioranza continua a prendere decisioni

«Un atto necessario per evitare il rischio di scelte di tipo clientelare»

SULMONA. In mattinata aveva tenuto una conferenza stampa per annunciare il programma per l'utilizzo di tre milioni finanziati dalla Regione per lo sviluppo di Sulmona e del suo territorio. In serata 11 consiglieri comunali lo hanno mandato definitivamente a casa. Con le dimissioni contestuali dei 6 consiglieri di opposizione e dei 5 del Gruppo misto è decaduto l'intero consiglio comunale.
Ora il sindaco Franco La Civita potrà portare avanti solo l'ordinaria amministrazione fino all'arrivo del commissario prefettizio previsto per la prossima settimana. «Siamo stati costretti a compiere questo atto», afferma Andrea Gerosolimo subito dopo aver firmato le dimissioni davanti al segretario comunale, «perché l'atteggiamento del sindaco e della sua giunta è stato irriguardoso nei confronti della volontà espressa dal consiglio comunale che aveva bocciato il bilancio di previsione». La decisione di mettere definitivamente la parola fine all'esperienza La Civita a Palazzo di città è maturata oggi, dopo l'ennesima iniziativa del sindaco, che aveva fatto seguito alle altre avviate nei giorni scorsi. Un'attività amministrativa frenetica che a detta dei consiglieri dimissionari appariva «piuttosto sospetta» e mal si conciliava con la situazione di estrema precarietà in cui si trovava dal 21 maggio scorso il primo cittadino, senza maggioranza e in procinto di lasciare la sua poltrona al commissario prefettizio. «La bocciatura del documento programmatico per eccellenza, (il bilancio di previsione)», sottolineano in un documento gli 11 consiglieri, Amori e Fasciani (Sdi), De Santis (Udeur), Gerosolimo e Rapone (Margherita) Fabiilli, Fusco e Susi (F.I.) Federico (An), Pagone (Nuova Dc) e De Deo (Sulmona Domani), «avrebbe dovuto costituire un chiaro segnale di interruzione del mandato politico». Ma il sindaco ha continuato a deliberare insieme alla sua giunta come se nulla fosse accaduto. Constatata l'inutilità delle raccomandazioni e alla luce dei provvedimenti assunti in materia di organizzazione del personale, dei rapporti con lo stesso e della destinazione di notevoli risorse finanziarie per milioni di euro», concludono i firmatari «e per evitare il perseverare di scelte e provvedimenti improntati sul clientelismo piuttosto che sugli interessi della città, ci vediamo costretti ad assumere l'atto estremo delle dimissioni».

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