AVEZZANO. Si apre un'altra breccia sul fronte delle Ferrovie Abruzzesi. Alla crociata contro i disservizi organizzata dai pendolari marsicani della Roma-Pescara si affianca quella dei ferrovieri che hanno promosso una petizione. Firme che verranno allegate a un documento, indirizzato al presidente della Regione Del Turco, nel quale elencheranno tutti i problemi legati alla loro professione. Difficoltà che, per effetto domino, compromettono la qualità del servizio.
L'iniziativa, promossa dal sindacato autonomo Confsal, punta a un obiettivo primario: trasferire dalle Marche in Abruzzo le strutture gestionali della produzione treni. «È indispensabile riportare alla vostra attenzione la situazione ferroviaria in Abruzzo» si legge nella lettera che verrà inviata anche agli assessori regionai, ai Trasporti e al Lavoro, Tammaso Ginoble e Fernando Fabbiani «da otto anni le Ferrovie dello Stato hanno in atto un'inesorabile trasformazione e riorganizzazione che nella nostra Regione coinvolge non solo i ferrovieri, ma l'intera collettività. In questo nuovo assetto organizzativo vi è stato lo smantellamento di tutte le strutture occupazionali del nostro territorio e la conseguente crescente perdita di posti di lavoro. Lavoro spostato con sola e tanta arroganza a favore e verso le regioni limitrofe. Situazione» prosegue la Confsal «che si traduce nella concretezza della realtà odierna con la gestione della produzione dei treni fuori dall'Abruzzo. E ancora mobilità più o meno forzata e coatta, dei ferrovieri nelle nuove sedi di lavoro. Il sindacato denuncia anche il blocco del turnover e, quindi, «la perdita rilevante di posti di lavoro». Per la Confsal, inoltre, «Trenitalia, sfruttando i poteri arroccati ad Ancona, ha assunto in questi anni centinaia di giovani nelle unità di produzione marchigiane con selezione rivolta ai soli residenti nella regione Marche, in particolar modo macchinisti e capitreno che, ovviamente, lavorano sulla stessa direttrice adriatica, dove nel passato lavoravano invece ferrovieri abruzzesi».
Poi l'appello finale. «Le forze politiche di questo territorio non possono abdicare, come fatto sinora, al proprio ruolo. Devono, in concreto, dare risposte ai lavoratori e agli utenti. Confidiamo» conclude la lettera «nella vostra sensibilità e caparbietà affinché la Regione, coinvolta direttamente sulla "situazione ferroviaria in Abruzzo" dal 1999, almeno in questa terza legislatura, abbia l'orgoglio e la volontà di far valere, in Ferrovia, diritti e ragioni dei lavoratori (e dei tanti disagiati pendolari) abruzzesi». I ferrovieri chiedono a Del Turco di onorare la promessa fatta in campagna elettorale quando bacchettò l'allora presidente della Regione Pace per il «degrado» del servizio ferroviario.