Il segretario dell'Italia dei valori De Renzis si appella al ministro «Non siamo stati avvertiti»
MONTESILVANO. Con un colpo di teatro prima del sipario, Carlo Costantini e Alfonso Mascitelli, deputato e coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, rubano la scena a Leo Brocchi nel giorno in cui l'ex candidato sindaco rompe gli indugi e annuncia la sua scelta di votare il centrodestra.
Dopo il rifiuto di Rifondazione comunista a schierarsi al ballottaggio con i compagni dell'Unione, l'Italia dei Valori sceglie addirittura il campo opposto, gelando il centrosinistra: «Vogliamo impedire che a Montesilvano, con la vittoria del centrosinistra targato Finocchio, non cambi nulla: che si ritrovino alla guida della città le stesse persone di ieri, direttamente o per interposta persona» afferma Carlo Costantini «Pieno e convinto» sostegno a Cordoma, «unica alternativa per rompere con il passato», sebbene, chiarisce il deputato, si tratti di «un impegno circoscritto alla straordinarietà del caso Montesilvano». Senza alcun apparentamento formale, per non «rubare» il posto in consiglio all'ex candidato sindaco Cristian Odoardi, e con un assessorato sullo sfondo.
Ma la scelta spacca il partito e prelude a una guerra fratricida. Poche ore dopo l'annuncio, il segretario provinciale del partito Luca De Renzis, consultati i vertici pescaresi, chiarisce che la direzione provinciale è stata tenuta all'oscuro, minaccia dimissioni e annuncia che chiederà l'intervento del leader Antonio Di Pietro: «Non condivido affatto questa scelta e, soprattutto, sarà difficile far capire agli elettori come sia possibile essersi alleati prima con Rifondazione e poi con An. Sotto la mia gestione il partito è cresciuto dall'1,8 al 6% grazie a una linea di coerenza: linea che oggi viene meno».
«I dirigenti dell'IdV non si stancano mai di ripetere la centralità della questione morale» afferma il segretario provinciale dei Ds Toni Castricone, «ma poi nella quinta città d'Abruzzo si alleano con la destra e con lo schieramento Brocchi, una innaturale e inquietante alleanza formata da personaggi che rappresentano il vecchio, accomunati da una condotta trasformista inaccettabile, che incarna un'idea di città che loro, a parole, dicono di volere contrastare. Un comportamento incoerente di cui saranno chiamati a rispondere davanti agli elettori».
Sul fronte centrista, sotto gli auspici del suo buon amico Sabatino Aracu, che gli ha fatto da Cicerone nei palazzi romani, Leo Brocchi viene finalmente allo scoperto dopo avere sondato, dice, la sua base elettorale: «Quattromila persone che conosco quasi tutte personalmente». La sua scelta è Cordoma, gli attacchi feroci della campagna elettorale sono dimenticati: «Dopo avere visto quali saranno i personaggi che siederanno in consiglio se vince il centrosinistra, mi sono convinto che questa volta debba governare il centrodestra: è impensabile amministrare attraverso il revival» afferma l'ex city manager. Non ci saranno accordi formali, solo un invito agli elettori a votare il candidato della Cdl: «E con la disponibilità di Cordoma, che ho sentito stamattina, a valutare quella che sarà la futura composizione dei vari organismi» afferma Brocchi. Ripetendo di non volere assessorati per sè (meglio la presidenza del consiglio), ma piuttosto per qualcuno («soggetti esterni») che sarà da lui indicato.
Ma c'è poca chiarezza nell'aria, se poco dopo Lillo Cordoma nega persino di aver parlato con Brocchi: «Mai chiuso accordi politici con lui o le sue liste, né oggi l'ho sentito» afferma seccamente «certo non posso vietare a Brocchi di votarmi, se è un elettore del centrodestra. Ma non accetterò condizionamenti da parte di nessuno. La scelta di Costantini, invece, mi onora». Va oltre il coordinatore proviciale di An Lorenzo Sospiri, che replica alle dichiarazioni di due giorni fa del segretario provinciale dell'Udeur Licio di Biase: «Non ci saranno apparentamenti formali né sostanziali con le quattro liste del cartello Brocchi, no al mercato delle poltrone: anzi, invitiamo gli eletti della lista Arcobaleno, Di Blasio e Parlione, a non votarci». Ma il coordinatore della lista Arcobaleno Giampiero Meloni conferma: «Abbiamo demandato Leo Brocchi alle trattative, quello che fa lui per noi va bene, penso che lo seguiremo sulla stessa strada».
Il centrosinistra è ferito, ma si prepara a dare battaglia: «Non credo che in democrazia esistano singoli individui in grado di trasferire a piacimento pacchetti di voti, e nella mia esperienza personale, a queste persone non ho mai dato credito» afferma il candidato sindaco Rocco Finocchio, deciso a giocarsi il tutto per tutto sul piano delle proposte e dei programmi. Lo conferma Enzo Fidanza, segretario cittadino della Margherita, che è tornata in prima linea e sta cercando l'appoggio di singoli candidati su più fronti: «La scelta giusta adesso è rivolgersi agli elettori, perché la situazione è poco chiara, visto che Brocchi, che con noi voleva l'apparentamento ufficiale, si consegna armi e bagagli alla Cdl senza chiedere nulla». Il centrosinistra annuncia una campagna elettorale aggressiva. Resta invece alla finestra Rifondazione: «Per noi» commenta Marco Fars, segretario provinciale, «non cambia nulla».