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Pescara, 15/05/2026
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Data: 04/06/2007
Testata giornalistica: Corriere della Sera
L'Aquila, in 200 per il corteo pro-Lioce Presidio dell'area «movimentista-eversiva» sotto il carcere dove è detenuta, fra gli altri, la brigatista.

L'AQUILA - Circa 200 persone sono arrivate all'Aquila per dare vita al corteo promosso «dall'area movimentista-eversiva» contro il regime del carcere duro previsto dall'articolo 41 bis. Massiccia la presenza delle forze dell'ordine, dopo che venerdì sera, nel penitenziario aquilano dove è detenuta anche Nadia Desdemona Lioce delle Nuove Br, un esponente della 'ndrangheta si è tolto la vita.

GLI SLOGAN - I manifestanti hanno gridato slogan e portato striscioni che chiedevano «libertà per i prigionieri». Qualcuno è riuscito a scrivere sui muri con lo spray «Da Poggio Reale all'Ucciardone evasione». Alle 13 il corteo si è spostato davanti al carcere. Obiettivo della manifestazione - sottolinea il movimento Olga, «Ora di Liberarsi dalle Galere» è costruire «una rete di solidarietà, come presupposto per la lotta alla tortura dell'isolamento, della differenziazione, dell'annientamento, e quindi dell'istituzione carceraria nel suo complesso».

POLEMICHE - Contrari all'iniziativa si sono detti nei giorni scorsi la deputata dipietrista Silvana Mura, che ritiene che «in una manifestazione simile si configurerebbe l'apologia di reato», Maurizio Gasparri e Domenico Gramazio di An, che hanno presentato due interrogazioni al ministro Giuliano Amato. «Mi sembra veramente scandaloso - ha scritto il senatore Gramazio - che il ministro dell'Interno, e per esso il prefetto dell'Aquila e il questore, abbiano autorizzato un corteo di solidarietà agli assassini di D'Antona e Biagi, detenuti proprio nel carcere del capoluogo abruzzese».

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