MONTESILVANO. Da una parte, il silenzio - che parla più di mille parole - del ministro Antonio Di Pietro e l'assenza di un documento che approvi la scelta di appoggiare il candidato sindaco del centrodestra al ballottaggio. Dall'altra, la posizione ufficiale - a difesa del via libera di Alfonso Mascitelli e Carlo Costantini al sostegno in favore di Pasquale Cordoma - di 9 candidati consiglieri e di due deputati: il responsabile nazionale dell'Italia dei Valori Felice Belisario.
E il capogruppo alla Camera Massimo Donadi. I due arriveranno giovedì per spiegare l'«eccezionalità» del caso Montesilvano rispetto al resto dell'Abruzzo, dove il partito di Di Pietro resta vincolato all'Unione. Di fatto, la spaccatura resta, ma il ministro ieri mattina, all'esecutivo nazionale al quale hanno preso parte il capogruppo regionale Bruno Evangelista, il parlamentare Carlo Costantini e il coordinatore regionale Alfonso Mascitelli, ha imboccato la via del silenzio, non prendendo una posizione ufficiale sul caso Montesilvano, ma sottolineando la necessità di prestare «massima attenzione al Partito democratico». Di Pietro non ha ufficialmente né legittimato né sconfessato l'operato dei suoi uomini in Abruzzo, ma l'assenza di un atto ufficiale dall'alto evidenzia l'imbarazzo.
Chi ha difeso Costantini e Mascitelli sono stati invece Renato Romanelli, Enzo Berardi, Marco Buccione, Attilio Di Mattia, Giovanni De Palma, Maurizio Picciotti, Vincenzo Longoverde, Paolo Piscione e Giorgio D'Anastasio, intervenuti «per tutelare la dignità politica e personale dei candidati dell'Idv di Montesilvano e dei vertici del partito. «La scelta dell'accordo a destra», dicono i 9, «è stata presa dalla maggioranza dei candidati e dal circolo di Idv di Montesilvano, ed è in totale coerenza con le motivazioni che ci hanno fatto scegliere di correre con Rifondazione; far in modo di interrompere la politica affaristico-clientelare che ha governato per 13 anni a Montesilvano. Di tale scelta era perfettamente a conoscenza il coordinatore provinciale Luca De Renzis poiché presente al momento della decisione e non, come da lui dichiarato, all'oscuro dei fatti. Della sua figura di coordinatore e del suo aiuto, ne avremmo avuto molto bisogno durante il periodo della campagna elettorale quando invece è stato completamente assente tranne che per le apparizioni di circostanza come durante la visita del ministro Di Pietro. Agli illustri esponenti della coalizione di centrosinistra chiediamo invece dove era l'indignazione quando durante la passata legislatura ci hanno scippato l'unico consigliere eletto nelle file dell'Idv».
«Molti consiglieri ritengono che si possa andare a sinistra a destra», ha commentato Evangelista, «Se qualcuno si aspettava un avallo ufficiale dall'esecutivo, non c'è stato. Non può esserci un avallo a una situazione eccezionale, che rimane molto circoscritta con le caratteristiche di un'assoluta anomalia. Montesilvano non è un modello, è un unicum con tutte le perplessità che lascia all'interno del partito. E' un problema locale che presenta dei risvolti non in regola con le linee del partito».