ORTONA. Candidati e giornalisti per un giorno. Nicola Fratino e Tommaso Coletti si scambiano tre domande a pochi giorni dalla conclusione di una lunga campagna elettorale. Oggi i due aspiranti sindaci saranno di nuovo uno di fronte all'altro nel forum del Centro, alle 11.30, a palazzo Corvo, con il direttore del quotidiano d'Abruzzo Luigi Vicinanza.
LE DOMANDE DI FRATINO.
Non pensa che la sua candidatura da presidente della Provincia alla carica di sindaco dimostri che non c'è una classe dirigente nel centrosinistra visto che è sempre lei a candidarsi?
«Assolutamente no. Ortona ha necessità di una nuova classe dirigente che va integrata con chi ha esperienza e capacità di risolvere i problemi. La mia squadra è formata da persone esperte e da chi si affaccia per la prima volta alla politica e vuole contribuire a risolvere i problemi della città, alcuni dei quali si trascinano da oltre dieci anni. Ricordo che è la prima volta che mi candido a sindaco mentre lei, ingegner Fratino, è al governo da 13 anni, prima come vice poi come sindaco, con incrostazioni che possono essere tolte solo con un acido ben concentrato».
Come commenta la sconfitta del centrosinistra in Comuni della sua Provincia come Atessa, San Vito, Arielli e Tollo?
«Non ha vinto il centrodestra ma delle liste civiche dove sono presenti amici e dirigenti del centrosinistra che, per conflittualità interne, non hanno trovato l'equilibrio necessario a stabilizzare la coalizione. A San Salvo e Casalbordino dove il centrosinistra si è presentato compatto, ha dato una sonora lezione al centrodestra».
Come può, presidente, fare gruppo con Franco Vanni che lei ha esortato a sottoporsi a una tac e con Giovanni Di Gregorio che ha usato come slogan «Più sanità, meno fontane»: assembramento utile solo a ottenere il risultato finale?
«Ho fatto la tac a Vanni ed ho trovato anticorpi pronti a combattere le negligenze del centrodestra, per questo non ho esitato a fare l'accordo. Ritengo che Vanni abbia seguito la strada della coerenza personale e politica rappresentando tra l'altro un partito, l'Udeur, organico al centrosinistra a ogni livello. Incoerente è Giuseppe Granata che, pur avendo contribuito a smantellare l'amministrazione uscente, è stato riassorbito da logiche di potere del centrodestra. Di Gregorio per il Pdci ha portato avanti una competizione politica di sinistra ed ha posto problematiche convergenti con quelle della coalizione che saranno affrontate presto».
Come pensa di soddisfare tutti e 10 i partiti che la sostengono? Usando anche la Provincia?
«Nessuna delle liste apparentate ha chiesto posti di potere. Sarò io a scegliere i collaboratori attingendo tra le professionalità e le novità emerse nel centrosinistra».
LE DOMANDE DI COLETTI.
Quali sono i nomi di chi è indagato dalla Procura per l'ipotesi di truffa ai danni della Provincia e della Regione sulla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani?
«Posso garantire da gentiluomo di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Se lei, presidente Coletti, ne ha notizia, renda noti i nomi degli indagati».
Chi rimborserà al Comune i 650mila euro pagati due volte a ditte diverse per lo stesso lavoro di metanizzazione?
«Da sindaco sono stato proprio io a inviare il fascicolo alla Corte dei conti. Il Comune è stato vittima di una truffa ad opera della cooperativa emiliana alla quale è stato affidato l'incarico. Comunque non mi appassiona fare politica attraverso le inchieste giudiziarie. Mi dispiace constatare che nel centrosinistra non esiste più la politica».
Chi ha impedito all'amministrazione dimissionaria di approvare il Prg in 13 anni di governo del centrodestra?
«Alcuni consiglieri, tra i quali proprio lei, presidente Coletti».
Come mai il suo partito, Forza Italia, ha perso oltre mille voti diventando il quarto della città tenuto conto che il primo partito è la Margherita?
«Probabilmente perché mi dedico poco alla politica e molto ad amministrare la città. Ciò che mi sta a cuore è la vittoria della coalizione. Non ho tirato la volata né a partiti né a parenti»