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Pescara, 13/05/2026
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Data: 10/05/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Autostrade: non vendiamo ma andiamo avanti» Luciano Benetton: pronti a dare garanzie al governo su investimenti e sviluppo

TREVISO - Dopo le polemiche, la famiglia Benetton cerca di ricucire il rapporto con la politica. E lo fa attraverso le parole del patriarca Luciano che ieri, a margine dell'assemblea di Benetton Group che ha approvato il bilancio chiuso con un utile netto di 112 milioni di euro, ha detto sostanzialmente tre cose. Primo: sulla fusione tra Autostrade e la spagnola Abertis la famiglia è compatta e va avanti. Secondo: la famiglia sarà un socio stabile della nuova società, non venderà la partecipazione né cederà il controllo paritetico. Terzo: al governo saranno date tutte le spiegazioni sul progetto, così come le garanzie sugli investimenti in Italia.
Intanto, dovrebbe chiudersi entro maggio l'esame della fusione da parte della commissione di saggi incaricata dall'Anas. Mentre è affidato al Pm Perla Lori il fascicolo aperto dopo l'esposto presentato dall'Adusbef sulle oscillazioni del titolo. L'ipotesi di reato verso la quale si starebbe propendendo è manipolazione del mercato e aggiotaggio.
Offre, dunque, rassicurazioni, Luciano Benetton. Dice che «non abbiamo alcuna intenzione di vendere la partecipazione in Autostrade, né di perdere il controllo paritetico della nuova società». Spiega che l'operazione era necessaria per dare ad Autostrade «la possibilità di competere a livello internazionale» e che «è a favore del Paese, gli italiani ne trarranno vantaggio». Precisa che gli spagnoli sono stati scelti perché «hanno dimostrato di vedere le cose in grande. Abertis è una società molto attiva e ha un management che sa fare molto bene il suo lavoro». Ma resta lo spazio («certamente sì») per eventuali nuovi soci italiani.
Dice, ancora, Luciano Benetton, di essere «dispiaciuto» delle polemiche e delle critiche dei giorni scorsi, «a tratti un'aggressione». Ma subito aggiunge che ora «mi sembra che valga la pena di lasciar decantare tutto. Ci sarà un periodo di controlli, di analisi, di verifiche da parte del nuovo governo, lasciamo a loro il tempo di farlo. È molto importante - continua - avere delle garanzie ed è giusto che questo sia spiegato al governo e ai politici. Dev'essere data sicurezza sugli investimenti in Italia». «Mi fa piacere - è stato il commento cauto di Pierluigi Bersani, responsabile programma dei Ds -. Staremo a vedere, visto che questa operazione è avvenuta in una fase di interregno». Su questo la risposta di Benetton: nessuna malizia, «è evidente che il processo era iniziato da tempo».
La disponibilità a spiegare non significa, ha però precisato il presidente di Benetton, che il progetto sarà sospeso in attesa del nuovo governo, perché le scadenze già fissate sono comunque da considerarsi confermate. Dopo il consiglio di venerdì di Autostrade le assemblee dei due gruppi dovrebbero dare il loro assenso, quindi, come previsto entro giugno.
Quanto alla destinazione dei proventi dell'operazione, di sicuro non ricadranno su Benetton Group, che «non ne ha bisogno essendo già autofinanziata», ma di questo bisogna chiedere a Edizione holding, che gestisce l'operazione - ha detto Luciano - non a lui che si occupa «al 99% di Benetton Group». Dall'abbigliamento alla finanza, alla fusione Autostrade-Abertis: la famiglia Benetton, i nuovi Agnelli del capitalismo italiano? No, dice Benetton, noi siamo ancora di prima generazione, loro hanno già lasciato una traccia importante.

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