SCACCO A BERSANI E ai notai rimane l'esclusiva sui rogiti
ROMA. Riduzione dell'Ici sulla prima casa nel Dpef, il documento che disegna la politica economica del governo nei prossimi tre anni. Lo annuncia Francesco Rutelli, vicepresidente del consiglio: «Ora la riduzione dell'Ici si può fare perché ci sono i soldi. Le decisioni le prenderemo entro fine giugno in coincidenza del varo del Dpef».
Altri soldi ai cittadini li fanno risparmiare le liberalizzazioni. La «lenzuolata tre» di Pierluigi Bersani è all'esame della Camera, ma i gruppi di pressione (dette lobby) ottengono attenuazioni evidenti. I notai, per dire, avrebbero dovuto perdere l'esclusiva sui contratti immobiliari fino a 100mila euro.
Lo prevedeva un emendamento presentato dal relatore, ovvero dal governo. Niente da fare, emendamento ritirato. «Il decreto si sgonfia», commenta la Lega.
Il Dpef, acronimo di Documento di programmazione economica e finanziaria, deve essere presentato per prassi entro la fine di giugno. «Finalmente riparte la concertazione - annuncia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta - Il 14 giugno ci sarà un incontro della maggioranza, per il 15 riunione governo-parti sociali sul Dpef».
«E' lì che metteremo la riduzione dell'Ici - dice Rutelli - C'è una differenza con l'annuncio che Berlusconi fece prima delle elezioni politiche. Allora il governo non aveva i soldi per farlo, oggi invece, anche grazie a un anno di sacrifici, i soldi ci sono perché i conti si stanno rimettendo in linea». Poi dalla Margherita arrivano indicazioni più puntuali: «Grazie all'azione di risanamento si può intervenire su pensioni basse, ammortizzatori sociali e sulla casa». «Ora la maggioranza deve mostrare la capacità di rendere compatibili due aspetti - dice Marina Sereni, vicecapogruppo dell'Ulivo a Montecitorio - modernizzazione e ridistribuzione delle risorse verso i redditi bassi».
Il problema della maggioranza, almeno in Parlamento, pare quello di essere in contrasto con se stessa e con il governo. Ne è testimonianza l'iter delle liberalizzazioni. «L'emendamento Bersani sulle compavendite immobiliari è stato negativo perché ha scatenato un conflitto tra notai e avvocati senza produrre alcun risultato e infatti l'emedamento è stato ritirato». Non lo dice un esponente dell'opposizione, ma Pierluigi Mantini, Ulivo, e aggiunge: «E' opportuno che il ministro Bersani si astenga in questa fase da un confuso interventismo». L'azione salva-notai raccoglie il loro plauso, ma la protesta dell'Ordine dei commercialisti: «In Italia ci si riempie la bocca della parola liberalizzazione - dice Antonio Tamborrino, presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti - poi quando si fanno proposte concrete che fanno risparmiare soldi ai cittadini cade tutto nel vuoto. La lobby dei notai ha vinto ancora».
Martedì verrà votato lo stralcio dell'abolizione del Pra, il registro di tutte le immatricolazioni. «Ma l'obiettivo della sua abolizione resta. Nessun passo indietro è solo che il percorso sarà diverso e rallentato», dice Andrea Lulli, Ulivo, relatore del provvedimento. «Non c'era un parere unanime della maggioranza», ammette poi. Si vede anche dalla polemica su chi si debba attribuire questa «vittoria».
An dice che è merito suo, Forza Italia che è stata l'unica a impegnarsi in questo senso e fin qui c'è l'azione di opposizione. La sorpresa viene dalla maggioranza: «L'Udeur, risulta dagli atti, insieme a Rifondazione, è stato l'unico gruppo a opporsi subito alla cancellazione del Pra, senza tentennamenti», dice Mauro Fabris, capogruppo Udeur alla Camera.
E dire che un sondaggio su Sole24Ore.com indica le liberalizzazioni fra le cose migliori del governo. La cancellazione dei costi di ricarica per i cellulari raccoglie il 86% dei consensi, il 92% l'estinzione dell'ipoteca dopo 30 giorni dall'estinzione del mutuo, il 76% la comparazione dei prezzi della benzina sulle autostrade come c'è da sempre in tutta Europa.