PESCARA - Pensionati e incavolati. Sono le migliaia di anziani abruzzesi che aderiscono alla Spi Cgil, alla Fnp Cisl e alla Uil. Strangolati da tasse e compensi mensili da fame, costretti a barcamenarsi dopo la terza settimana del mese manco fossimo tornati al dopoguerra, umiliati al banco delle farmacie per non pagare il ticket. «Su quest'ultimo argomento la Regione dovrebbe chiedere scusa ai cittadini e al suo elettorato. Qualcuno dovrebbe dare delle risposte e dire "abbiamo sbagliato". Perchè hanno sbagliato? - si chiede un battagliero Mimì D'Aurora, responsabile regionale dello Spi Cgil - Prima di tutto perché l'istituzione della tassa sui farmaci non era l'unica strada da percorrere per sanare il deficit della sanità. Altre regioni, come il Lazio, hanno percorso strade alternative al ticket e hanno raggiunto l'obiettivo di colmare un buco di oltre duecentomila euro. Non solo, il ticket doveva essere abolito il primo maggio scorso, ma è ancora lì. E costringe i beneficiari all'esenzione a dover dimostrare in farmacia di essere nella fascia di reddito prevista per non pagare. Un'umiliazione continua a cui nessuno vuole sottoporsi e che costringe comunque a pagare la tassa».
Pensionati in piazza per gridare in faccia ai politici il proprio dissenso. Come dargli torto. Sono 429mila sul nostro territorio. E sono conciati male in tutte le statistiche nazionali. Se in Italia la media delle pensioni è di 665 euro, gli abruzzesi non superano i 507 (dati Inps 2006). Tra le pensioni da lavoro dipendente, l'85% non supera i 1.000 euro e di questa percentuale addirittura il 75% è sotto la soglia dei 700. La media regionale si attesta sui 758 euro, quella italiana è 976. Totale alla cassa, 222 euro in meno. Arrivare a fine mese, insomma, è un'impresa. Martedì, nel capoluogo, i pensionati si raduneranno in Piazza San Marco, davanti alla Prefettura, e in Piazza Santa Giusta, sotto la sede della Giunta regionale, formando un'unica catena umana che ha nel mirino Emiciclo e Palazzo Chigi, rappresentato dalla sede del prefetto. «L'Aquila sarà teatro di una parte di una manifestazione nazionale in cui chiederemo con forza il rispetto di tre punti - ha detto ieri D'Aurora assieme ad Antonio Greco della Cisl e Antonio Settembrini della Uil - Rivalutare le pensioni che, dal 1993, non sono mai state riviste, facendo registrare una perdita del potere d'acquisto nelle tasche degli anziani del trenta per cento. Le scelte di politica economica del Governo devono iniziare a tenere conto delle esigenze dei pensionati, che hanno pagato dal 1993 ad oggi il risanamento del Paese. Chiediamo anche risposte sulla legge per la non autosufficienza. Siamo l'unico paese europeo che non ha una legge per affrontare questo gravissimo problema, che attanaglia oltre cinquantamila anziani, in forma lieve, nella nostra regione. Non dimentichiamo poi che in Abruzzo c'è ancora il problema del ticket sui farmaci: il 12 ricorderemo, davanti alla sede della Regione, che le promesse fatte lo scorso febbraio non sono state mantenute».