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Data: 11/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
La stazione della Sangritana attende il via. Oggi incontro azienda-Faisa Cisal sullo stato di agitazione del personale. In settimana l'esito delle nuove prove dell'Ustif

LANCIANO. Le recinzioni sono state risistemate. Così come sono stati completati tutti gli accorgimenti indicati nel corso dei diversi sopralluoghi. Mancano solo i verbali da Roma sull'esito delle nuove prove funzionali eseguite nei giorni scorsi. Ma finché quelle benedette carte non saranno arrivate nella sede legale di via Dalmazia, la nuova stazione ferroviaria della Sangritana non potrà aprire. «In settimana devo sentire i tecnici dell'Ustif», dice la presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo (Margherita), «ma resta il fatto che la burocrazia per queste cose è lenta».
Intanto oggi si tiene un nuovo incontro, definito «l'ultimo tentativo di conciliazione», tra il sindacato Faisa-Cisal e i vertici della società, dopo lo stato di agitazione del personale proclamato nelle passate settimane. Nei giorni scorsi un incontro si era tenuto alla presenza del prefetto e del dirigente dell'Ufficio provinciale del lavoro.
In una nota Franco Pasquini, segretario provinciale della Faisa, accusa «il vertice Sangritana di immobilismo. A un anno dall'insediamento, l'amministrazione della società, nonostante la presenza di consulenti esterni qualificati, non è ancora in grado di elaborare un piano industriale per dare obiettivi all'azienda. Si naviga a vista con provvedimenti improvvisati che in alcuni casi mettono a repentaglio lo svolgimento dell'attività. Con altri provvedimenti sono stati affidati ad alcuni agenti funzioni sottratte alle strutture preposte e senza il coinvolgimento delle stesse. E' discutibile», continua Pasquini, «anche l'organigramma aziendale sviluppato senza piano industriale e con figure di vertice utilizzate in maniera inadeguata».
Secondo la presidente Di Lorenzo, «quattro sindacati su cinque hanno sottoscritto l'intesa sugli obiettivi da raggiungere ad esclusione della Faisa-Cisal, che ha una visione del tutto autonoma della vicenda. Ecco, vorrei avere un sindacato unanime su questo aspetto. Il piano industriale con le linee guida l'ho anche consegnato al prefetto. Lo presento il 30 giugno in un quadro incerto sul sistema regionale dei trasporti e in evoluzione. Attendo di conoscere la posizione dell'azionista di riferimento della nostra società, che è la Regione».

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