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Data: 11/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«All'Aquila porteremo 5mila pensionati». Domani il corteo dei sindacati abruzzesi contro ticket e vitalizi poveri

L'AQUILA. Tutto pronto per la manifestazione regionale dei pensionati che si terrà domani all'Aquila. I sindacati hanno confermato la giornata di mobilitazione che è a carattare nazionale e servirà a chiedere l'aumento economico delle pensioni e una legge per gli anziani non auto-sufficienti.
L'Abruzzo ha poi una ragione in più per protestare: le pensioni erogate dall'Inps sono 429 mila 287, ed hanno un importo medio mensile di 160 euro più basso del resto del paese: in Abruzzo la media è di 507 euro 92 centesimi, contro 665 euro 70 centesimi.
E, ancora, in Abruzzo l'85 per cento delle pensioni sono sotto i mille euro contro 74,6 della media nazionale. Oltre il 75 per cento dei pensionati percepiscono meno di 750 euro mensili contro il 62,5 per cento del resto del paese.
«Se il riferimento lo si fa alle pensioni più "corpose"», sottolineato, i sindacalisti D'Aurora, Orsini e Greco, segreteri regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp Abruzzo, «quelle da lavoro dipendente (vecchiaia, anzianità, prepensionamenti), la nostra media si ferma a 758,95 euro mentre la media nazionale è 976,96 euro. Abbiamo ragioni in Abruzzo per chiedere con più forza interventi immediati». Oltre al tema economico anche un problema sanitario: il varo di una legge sulla non autosufficienza.
In Abruzzo gli obiettivi prioritari diventeranno tre perché rimane ancora in piedi, quella che consideriamo una ferita aperta fra la giunta regionale e i diecimila cittadini e pensionati che manifestarono il 10 di febbraio a Pescara per chiedere l'abolizione dei ticket sui farmaci.
«Gli abruzzesi», fanno presente D'Aurora, Orsini e Greco, «continuano ancora a pagare ticket che potevano essere evitati con misure alternative come noi chiedevamo: lo consentiva la finanziaria, lo hanno ottenuto altre regioni. Un accordo successivo all'errore di inserire i ticket nel Piano di Rientro sulla Sanità firmato col governo, fissava al 1º di maggio la loro eliminazione. E sono ancora lì nonostante che persino quelli sulla specialistica di 10 euro introdotti dal governo siano stati eliminati».
Il sindacato fa anche di conto: «In sei mesi di ticket hanno prodotto un gettito di circa 5 milioni di euro sottratti ai cittadini», hanno ricordato, «qualcuno deve rispondere di tutto questo, oltre a risolvere immediatamente il problema. una questione di giustizia sociale, etica e politica. Per queste ragioni il 12 i pensionati manifesteranno sotto la Prefettura e sotto la Regione Abruzzo con una catena umana che collegherà le due piazze».
Il sindacato con la manifestazione spera di poter ottenere, almeno, il taglio dei ticket sui medicinali.
«Ci aspettiamo», confida Domenico D'Aurora, «un segno di responsabilità per porre fine a questa cosa che è assolutamento inaccettabile. Ci aspettiamo che il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco intervenga personalmente. Abbiamo molto a cuore questa vicenda perchè consideriamo un errore far pagare il ticket che è una tassa sulla malattia. Un errore anche politico. Siamo riusciti a fare una battaglia per farli togliere al centrodestra, e ci saremmo aspettati che il centrosinistra li avrebbe eliminati, invece, è stata quella abruzzese la prima giunta a reinserirli. Ora molti esponenti del governo regionale ci dicono che è il governo nazionale a fare storie, noi sapevamo che era più difficile, ma bisognava fare dall'inizio in modo diverso».
All'Aquila i sindacati promettono che porteranno in piazza cinque mila anziani e per D'Aurora sarà una nuova vittoria. «Ma noi chiediamo che questa volta i pensionati siano ascoltati davvero», dice, «l'altra volta dopo la manifestazione di Pescara tutti i partiti politici avevano detto che i ticket dovevano essere eliminati, invece, stanno ancora li».

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