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Pescara, 09/05/2026
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13/06/2007
Il Centro
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Alitalia, la Borsa premia l'ok al bilancio. Già pronto il piano triennale, ma all'orizzonte si profilano nuove agitazioni |
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Il Tesoro garantisce un'ancora di salvataggio in caso di fallimento dell'asta per la privatizzazione. Il 18 luglio hostess in sciopero ROMA. Il via libera senza condizioni al bilancio 2006 di Alitalia da parte del revisore Deloitte ridà un po' fiato alla compagnia che a piazza Affari ha chiuso con un guadagno dello 0,76% a 0,7899. A sbloccare l'impasse, a fronte di una situazione di squilibrio economico strutturale, l'impegno del Tesoro a garantire la continuità aziendale, l'attuazione di un piano industriale triennale già in via di elaborazione da parte del management, una liquidità a garanzia per i prossimi 12 mesi. Ma ad annuvolare un orizzonte già offuscato dall'appesantimento di perdite nei primi tre mesi (-135 milioni il risultato netto, patrimonio netto eroso di 104 mln, a 798 milioni), l'annuncio di altre guerre sul fronte sindacati: uno sciopero di hostess e steward della Sdl, il 18 luglio, a poca distanza dalla chiusura di un accordo azienda-sindacati proprio sul contratto assistenti di volo. Un via libera quello del revisore giunto in extremis ma senza paletti: «Il bilancio d'esercizio è conforme agli International financial reporting Ue, rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, il risultato economico, le variazioni del patrimonio netto e i flussi di cassa dell'Alitalia», scrive Deloitte nella sua relazione. «Dati rassicuranti - commenta il ministro Bianchi - siamo all'ultimo miglio». A rassicurare le perplessità del revisore, anche il fatto che il cda non sia «a conoscenza di intenzioni degli azionisti di porre in essere azioni volte a provocare la liquidazione della società in caso di mancato buon fine della procedura di vendita». Parole che fanno presumere una sorta di impegno da parte dell'azionista, per la salvaguardia dell'azienda, un'ancora di salvataggio nel caso di fallimento della privatizzazione. Un'ipotesi teoricamente presa in considerazione alla vigilia della presentazione delle offerte vincolanti, il 2 luglio, da parte delle due cordate rimaste in gara, Air One con Intesa e la russa Aeroflot con Unicredit. E il management sta definendo le linee guida del piano triennale. Un Piano B quindi che entrerà in gioco se naufragasse la cessione a un possibile acquirente. In caso opposto, non se ne farà niente «alla luce del piano di risanamento, rilancio e sviluppo che il futuro acquirente vorrà porre in atto». E dal quale dipendono gli auspicati risultati migliorativi del 2007 e del 2008. Il board Alitalia scommette infatti su un 2007 migliore. Aspettative sulle quali tuttavia incombono agitazioni sindacali e scioperi. «Si registrano significativi riflessi negativi dovuti ad agitazioni sindacali che, se ripetute - avverte il board - condurranno a una inevitabile riconsiderazione» delle prospettive in una situazione di grande precarietà. La capogruppo si trova sotto la situazione dell'art. 2446 del codice civile, vale a dire il capitale ridottosi oltre un terzo in conseguenza delle perdite. Tema all'ordine del giorno dell'assemblea dei soci, in seconda il 27 giugno, che potrebbe decidere di procrastinare eventuali interventi sulla riduzione di capitale, alla luce dell'attesa cessione ai privati.
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