La protesta pacifica dei pensionati che ieri mattina hanno attraversato il centro dell'Aquila per rivendicare il diritto a una vita serena
L'AQUILA - Le bandiere di Cgil, Cisl e Uil sventolano al ritmo di "Finché la barca va", intonato da organetti e tamburi. Non è una manifestazione politica, perché l'unico concetto che si vuole riaffermare è quello del diritto ad un'esistenza serena, dopo una vita di lavoro. Arrivare a fine mese è sempre più difficile, se si percepiscono seimila euro di pensione l'anno. È questo il messaggio che più di tremila pensionati abruzzesi, scesi ieri in piazza all'Aquila per manifestare pacificamente, hanno voluto lanciare alle istituzioni. La protesta si è svolta in contemporanea in molte località italiane, fino a coinvolgere quasi 200 mila persone, che hanno chiesto l'adeguamento delle pensioni, l'adozione di una legge e di un fondo per la non autosufficienza e, in Abruzzo, l'abolizione dei ticket sulle specialità farmaceutica e le prestazioni sanitarie. Nel capoluogo di regione i pensionati sono giunti da tutta la regione a bordo di 35 pullman e mezzi privati. Al suono dell'organetto e dei tamburi il corteo si è snodato dalla Fontana luminosa alla Prefettura. Qui i partecipanti hanno consegnato un documento al vice prefetto con le richieste dei pensionati. Poi è giunto a Palazzo Centi, sede della Giunta regionale, e infine a Palazzo dell'Emiciclo, dove era riunito il Consiglio regionale abruzzese e dove una delegazione sindacale è stata ricevuta dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. «È inaccettabile - ha detto Mimì D'Aurora, segretario regionale di Spi-Cgil - che i ticket sui farmaci siano ancora in vigore. si tratta di un'iniquità e di un errore politico. È una tassa sulla malattia che gli abruzzesi devono pagare per essere curati. Nella finanziaria c'erano misure alternative per recuperare il deficit sulla spesa sanitaria e noi abbiamo proposto suggerimenti che non sono stati ascoltati». I ticket, che secondo i rappresentanti sindacali sono già costati 5 milioni di euro alle tasche degli abruzzesi, dovevano essere ritirati a far data dal primo maggio scorso, in base ad una delibera della Giunta che finora è rimasta lettera morta. Del Turco ha spiegato che la delibera di revoca deve essere recepita dalla cabina di regia nazionale. «Il governo - ha aggiunto - non è ancora convinto della bontà di questo provvedimento. Questa manifestazione servirà a rafforzare l'impegno della Regione affinché le soluzioni alternative proposte vengano accettate dalla cabina di regia». Il consigliere regionale di Sinistra democratica, Gianni Melilla, ha ricordato che il 75% dei pensionati abruzzesi percepisce meno di 700 euro al mese. «È veramente difficile - ha detto - immaginare una vita serena per i nostri anziani. Per questo è ancora più necessario superare la scelta sbagliata dell'introduzione dei ticket sanitari sui medicinali». L'onorevole Giampiero Catone, segretario regionale della Dca, condivide la protesta dei pensionati e ricorda che il suo partito manifestò ad Avezzano contro i ticket. Anche l'onorevole rodolfo De Laurentiis (Udc), è intervenuto a sostegno della protesta dei pensioanti abruzzesi e contro «l'inerzia della Regione, che poteva sostituire i ticket con misur alternative»