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Data: 14/06/2007
Testata giornalistica: La Repubblica
Via libera all'alta velocità Torino-Lione. Il ministro Di Pietro: "Il tracciato sarà condiviso dalla popolazione" Il tunnel uscirà a Orbassano ed entrerà a Torino da Corso Marche"

ROMA - L'alta velocità Torino-Lione si farà. E avrà un nuovo tracciato. Dopo due anni di rinvii l'intesa è arrivata ieri sera dopo una riunione duranta due ore e mezzo. S'incarica dell'annuncio il sindaco di Torino Sergio Chiamparino: "Oggi è stato compiuto un passo avanti significativo. E' stato conferito un mandato ulteriore all'Osservatorio sulla base dei punti acquisiti per definire uno schema di tracciato da riportare a breve. Al tempo stesso, il governo si assume la responsabilità di lavorare ad una proposta compatibile con i tempi indicati dalla Ue".

Ancora più esplicito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta: "Il tracciato definitivo ancora non c'è ma il governo chiederà i finanziamenti alla Ue". Significa che il progetto "esecutivo" sarà pronto entro la fine di luglio ma che è stata raggiunta l'intesa per il via libera definitivo. In cerca di consenso, dopo dieci mesi di incontri, confronti, studi e analisi, la Tav, il percorso ferroviario che unirà velocemente Lione con Torino e tratto strategico del Corridoio 5 - muove i primi, decisivi, passi. "Sono molto soddisfatto" dice il premier Romano Prodi. Al di là di tutto, si tratta di una buona notizia per la salute del governo.

Il tavolo "politico" - L'incontro è stato assai affollato, in nome della concertazione. Dalla "parte" del governo si sono seduti, oltre a Prodi, il vicepremier Francesco Rutelli, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, e cinque ministri: Antonio Di Pietro (Infrastrutture), Alessandro Bianchi (Trasporti), Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), Emma Bonino (Politiche comunitarie), Linda Lanzillotta (Affari regionali). Sempre dalla "parte" del governo si sono seduti il presidente e l'amministratore delegato di Ferrovie, Innocenzo Cipolletta e Mauro Moretti.

Dalla parte dei cittadini, una dozzina di sindaci, capofila Sergio Chiamparino e la presidente della Regione Mercedes Bresso. Sono stati loro i primi a prendere la parola. E a tenerla, tra lo stupore di qualche ministro, per quasi due ore ognuno raccontando quali le posizioni delle rispettive popolazioni. Poi ha preso la parola Mario Virano per illustrare il suo progetto. Quello nuovo. Quello che supera per sempre "le criticità" di quello vecchio. A cominciare dall'uscita di Venaus.

Di Pietro: "I due punti dell'accordo" - Soddisfatta il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino "perchè rispettiamo le scadenze dell'Unione europea". Molto soddisfatto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che della realizzazione della Tav aveva fatto uno dei punti irrinunciabili del programma di governo. "Oggi - spiega alla fine dell'incontro - abbiamo stabilito due punti fondamentali. Il primo: entro il 20 luglio l'Italia presenterà a Bruxelles il dossier con il progetto e i parametri previsti dall'Unione europea. Significa che sappiamo rispettare gli impegni internazionali e che ciò accade senza fare danni al territorio e dialogando con i cittadini. Per via ordinaria e senza leggi Obiettivo (quella utilizzata dal governo Berlusconi, decisioni prese dall'alto ndr)".

Il secondo punto riguarda il tracciato. "Sia chiaro che all'Europa non interessa conoscere il percorso in Italia. A Bruxelles interessa sapere se l'Italia sarà un tratto del Corridio 5 e i punti di ingresso dalla Francia, in Austria e in Slovenia. Questo noi oggi abbiamo deciso con i sindaci dei comuni interessati". Entrando nel dettaglio il ministro aggiunge che il tunnel francese entrerà in Italia "a Chiomonte, passerà per Orbassano ed entrerà a Torino dalla direttrice di Corso Marche". Questi i punti generali. Stasera, poi, è stato dato mandato all"Osservatorio di condividere gli altri aspetti del tracciato e l'impatto ambientale con i rappresentanti dei cittadini".

La "quinta opzione", il nuovo tracciato - Il progetto illustrato da Mario Virano, presidente dell'Osservatorio sull'Alta Velocità Torino-Lione, ha profondamente cambiato il progetto originario, quello che tra novembre 2005 e febbraio 2006 portò i comuni della val di Susa a bloccare valli e strade. Virano prevede un tunnel lungo non più quaranta ma dieci chilometri - il cuore di tutta l'opera - che - soprattutto - uscirà più a sud, a Chiomonte, lontano dall'Alta Val di Susa dove in origine doveva essere la bocca d'uscita del tunnel ("Abbiamo dimostratro che l'uscita a Venaus era sbagliata" dice soddisfatto il ministro Alfonso Pecoraro Scanio). La vecchia linea ferroviaria, che attraversa molti comuni, sarà interrata in modo da permettere la riqualificazione delle aree urbane. L'Alta velocità passerà da Orbassano: il tratto da Chiomonte e Sant'Antonino è previsto su viadotto; tra Sant'Antonino e Trana in tunnel; da Trana a Orbassano di nuovo su viadotto. In sostanza, un intervento più lungo per chilometri ma meno "pesante" sull'ambiente e che - fatto più importante - evita il rischio amianto derivato dalla perforazione del monte Musinè.

Le scadenze - La Tav è uno dei dodici punti su cui Prodi aveva chiesto e ottenuto la fiducia della maggioranza a fine febbraio, dopo la crisi. Non si sa come e perchè, Verdi e Comunisti italiani che pure votarono quella fiducia, a livello locale continuano a nicchiare. E a dire: "Quel progetto non lo vogliamo, nè quello nè altri". Ora però non c'è più tempo. Il 23 luglio è la data ultima per ottenere i fondi della Ue, un miliardo di euro che l'Italia rischia di perdere se per quella data che presenta il progetto esecutivo del tracciato. Ma tutta l'opera costa qualcosa come 15 miliardi di euro. "Questa storia dei fondi Ue è ridicola e strumentale - attacca Gianna De Masi, consigliere provinciale dei Verdi residente a Rivoli - come al solito stanno mistificando le cose per strappare il via libera".

I blocchi in campo - La Val di Susa, alta e bassa, le sue popolazioni e i suoi amministratori continuano ad essere sempre e comunque "No Tav". Le modifiche al tracciato non bastano e questa alta velocità non s'ha da fare. Sul fronte "sì Tav" - in nome di un miglioramento delle comunicazioni tra l'Europa occidentale con quelle orientale con al centro l'Italia, di un minor impatto ambientale rispetto al traffico su treno e su gomma comunque presente nella zona - il sindaco Chiamparino, la presidente Bresso e i sindaci della Val Sangone.

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