Martedì scorso l'Aula di Montecitorio ha dato il via libera alle norme sul trasporto pubblico locale innovativo, contenute nel così detto Bersani-ter, ma in versione 'soft' rispetto al testo licenziato dalla commissione. L'Aula della Camera ha, infatti, approvato un emendamento che cancella le "aziende che esercitano trasporto pubblico" dai soggetti a cui gli enti locali possono rilasciare le autorizzazioni ad hoc. Altra modifica riguarda il fatto che i comuni non saranno più obbligati, bensì potranno favorire "l'alternativa all'automobile con l'utilizzo di mezzi pubblici ecologici, la sostituzione con incentivi dei veicoli per servizio multiplo con mezzi ecologici, il trasporto per categorie disagiate, la condivisione dei veicoli ecologici". "Il voto sul trasporto innovativo è un successo dell'azione riformatrice del governo. La soluzione raggiunta è ragionevole ed equilibrata" dichiara Pierluigi Mantini, deputato Ulivo, a proposito del ddl sulle liberalizzazioni. "Sono state tolte dal testo 'le aziende pubbliche locali', che potevano giovarsi di finanziamenti pubblici in grado di alterare la concorrenza - aggiunge - e resta in sostanza l'impegno di rivolgersi in primo luogo ai taxisti per l'espletamento dei nuovi servizi. Ma resta il potere del governo che, con decreto del ministro dei Trasporti, deve individuare entro 30 giorni i soggetti e i requisiti di coloro che potranno esercitare trasporti innovativi dove i concessionari di licenza non siano già in grado di farlo". Immediata la replica dell'Asstra, secondo la quale: "E' inaccettabile l'esclusione delle aziende di tpl dall'esercizio dei servizi di trasporto innovativi. Una esclusione incomprensibile, che va contro ogni logica di organizzazione razionale della mobilità e che penalizzerà, come al solito, l'utente finale cioè i cittadini. Ci dispiace dover constatare come si continui a premiare chi grida più forte a danno dell'interesse collettivo". Intanto, prosegue anche in questi giorni l'esame del decreto Bersani. L'approvazione dell'Assembla avverrà presumibilmente entro questa settimana salvo eventuali modifiche nel calendario dalla Camera. Successivamente il provvedimento passerà in Senato dove potranno essere apportate ulteriori modifiche.