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Data: 16/06/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Previdenza, ecco perché sarà una trattativa a ostacoli. No sindacale a un super-Inps. Ed Epifani: sui coefficienti sistema da cambiare

ROMA. Due sono le questioni che non rendono affatto facile la trattativa, anzi per usare la schiettezza di Luigi Angeletti (Uil) «la rendono molto difficile». Il primo si chiama «superamento dello scalone», il secondo revisione dei coefficienti. Il governo vuole varare l'abolizione dello scalone solo in presenza di un risparmio sui costi da sostenere nel sistema previdenziale, ad esempio con l'unificazione degli enti previdenziali, una sorta di super-Inps. Su questo i sindacati sono assolutamente contrari per due motivi: si farebbero migliaia di disoccupati e qualsiasi accorpamento degli enti ha bisogno di anni per essere messo a rodaggio. Come ha detto Guglielmo Epifani (Cgil) «gli enti sono pagati dai lavoratori per ottenere un sistema pensionistico efficiente».
Naturalmente il governo potrebbe devolvere i restanti 600 milioni del «tesoretto» (che Damiano ha detto di voler impiegare per ammortizzatori e competitività) a varare il primo scalino che prevede 59 anni a partire dal gennaio prossimo. Ma la proposta Damiano è che dopo il 2008, vengano i 60 anni pensionabili per il 2009, 61 per il 2010 e 62 per il 2011. «L'età pensionabile dopo i 59 anni costa soprattutto per gli anni a venire e sarà oggetto di una trattativa serrata» ha assicurato Epifani.
Il secondo problema si chiama «revisione dei coefficienti», che, secondo la legge Dini del 1995 dovrebbe avvenire ogni dieci anni per consentire la sostenibilità del sistema. Damiano ha anticipato che «la flessibilità del mercato del lavoro ha ridotto l'apporto dei contributi agli enti previdenziali». Il che vorrebbe dire che i giovani sono disoccupati a intermittenza e quindi anche i contributi previdenziali sono a intermittenza. I sindacati però assicurano che bisogna rivedere completamente il sistema dei coefficienti. «Fare un sistema più intelligente» ha suggerito Epifani che tenga conto dei nuovi parametri. Di tutti i parametri e cioè: l'aumento dei contributi previdenziali degli immigrati regolari nel nostro paese, e la crescita della richezza che era stata stabilita nell'1,3 del Pil mentre già ora la media degli ultimi 10 anni (nonostante la stasi del governo Berlusconi) è di 1,4. I sindacati propongono di congelare il problema per dare la possibilità di uno studio approfondito, anche perchè il risparmio per lo Stato si avrebbe solo dal 2017. Quindi non c'è fretta

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