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Pescara, 23/05/2022
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Data: 12/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parcelle d’oro, per Arpa sono «70mila euro, non 700mila»

PESCARA Una notizia costruita ad arte, una sterile provocazione: così il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Camillo D'Alessandro, bolla le dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano sulle parcelle d'oro che graverebbero sulle casse dell'Arpa. 700mila euro per il lavoro di due professionisti incaricati di fare la stima dei beni societari in vista dell'annunciata costituzione dell'azienda unica di trasporto. «Dov'era Di Stefano -chiede D'Alessandro- quando il sistema dei trasporti era sull'orlo del precipizio e venivano autorizzate spese senza copertura finanziaria? La verità è una sola, le nomine sono per legge di competenza del tribunale, non certo dell'Arpa e pertanto non possono essere imputate come scelleratezze del management. Resta il fatto che l'azienda non intende certo corrispondere simili onorari, trattandosi di una fusione semplificata, alla quale corrisponde, di conseguenza, una prestazione professionale non equiparabile agli standard consueti». Le contestazioni della Regione che, in punta di diritto, dichiara di volersi attenere alle disposizioni ministeriali che disciplinano la materia, rimodulerebbero la parcella di uno zero, 70 invece che 700mila euro.
A dirimere il contenzioso penseranno i giudici, «anche se -precisa il presidente Arpa, Luciano D'Amico- il dato importante è il fatto che l'operazione per la costituzione dell'azienda unica sarà portata a termine a costo zero, senza ricorso a consulenze esterne». In una nota Arpa, che ha «dato mandato al proprio legale di contestare nelle sedi opportune le richieste dei professionisti», stigmatizza «il comportamento scorretto di detti professionisti nel grossolano errore della determinazione dell’importo, che è determinato secondo le tariffe vigenti e ammonta a 69.433,50 euro complessivi, di cui 44.380,50 per la perizia della Fas di Lanciano, e 25.053 per quella di Gtm di Pescara».
La partita si sposta ora sui tavoli di confronto con i sindacati, chiamati a discutere del progetto industriale e dell'accordo salariale. L'obiettivo, per D'Alessandro, è avere nella futura società un contratto unico, senza sperequazioni o disparità, con un livellamento che non debba essere necessariamente verso il basso.

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