I guai per la metro non finiscono mai. Scoppia ora il bubbone del capannone di rimessa dei treni mai nati, a Madonna di Pettino. Per l’area non è stato mai completato l’iter di esproprio e i due proprietari chiedono all’amministrazione comunale che venga loro saldato il pagamento del terreno o in alternativa che l’area venga loro restituita, smantellando la impattante struttura. Si tratta a tutti gli effetti di un esproprio impossibile visto che l’opera è stata annullata. L’amministrazione comunale dunque ha una bella gatta da pelare visto che il Consiglio comunale dell’epoca aveva approvato una variante che trasformava, peraltro, il terreno in direzionale. «I due proprietari - spiega Giustino Masciocco - percepirono solo una caparra di circa 50 mila euro, 120 mila in totale di indennizzo».
LA SENTENZA
Il Comune, dunque rischia un nuovo contenzioso satellite sempre sulla metropolitana. E a proposito di questioni giudiziarie, Giustino Masciocco dopo la sentenza del Tar sfavorevole alla Cgrt di Eliseo Iannini, annuncia: «Con un gruppo di consiglieri presenteremo una mozione per chiedere all’amministrazione di indagare sulla tracciabilità degli esborsi effettuati dalla Cgrt, che per contratto doveva versare il 40% per la realizzazione dell’opera, circa 8 milioni di euro. Mentre per quanto riguarda il contributo pubblico, sono sui tavoli fatture e mandati di pagamento, ciò non è accaduto per la parte privata; bisognerà dunque fare la stessa cosa per fatture e bonifici relativi all’esborso di Cgrt. Una volta tracciate le somme, si faranno i conteggi, tenuto conto che anche secondo il segretario generale del Comune non ci sarebbe stato indebito arricchimento dell’ente visto che l’opera è inutilizzabile». «La sentenza del Tar non mi sorprende non poteva che finire così - continua Masciocco - ma la cosa positiva è che l’amministrazione con questa società ha vinto al Tar e al Tribunale civile i primi gradi di giudizio. Sono contento che il Comune stia provando in questi ultimi giorni a capire la situazione e che non ci sia più la fretta di chiudere la transazione. Allora qualche anima bella (il riferimento è alle parole utilizzate dal sindaco criticando la posizione cauta dello stesso Masciocco) aveva ragione a dire di non avere fretta. Non si tratta di essere anime belle, ma più che altro di capire come gestire al meglio i soldi dei contribuenti».
I DIRITTI
«Nessuno vuole ledere i diritti della società - ha continuato - la transazione non va fatta a favore di qualcuno, ma a vantaggio dell’amministrazione e dei cittadini. Ora la Cgrt non ha scelta se non intentare un nuovo giudizio».