Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/03/2026
Visitatore n. 752.299



Data: 23/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Punto nascita, chiamata alle armi. Ranalli lancia un appello ai sindacati per uno sciopero generale

L’espressione è quella di un amante tradito: quello sguardo e quelle parole rassicuranti ricevute nel corso dell’ultimo consiglio regionale dal presidente Luciano D’Alfonso, «una dichiarazione d’amore» l’avevano definita le opposizioni, lo avevano illuso. Poi, ieri, il risveglio amaro, l’incontro già fatto con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il responso inappellabile: il Punto Nascita di Sulmona si chiude. Giuseppe Ranalli (nella foto) regge a stento la rabbia e la delusione, all’indomani del «blitz» di Rivisondoli. «Non credano il presidente D’Alfonso e l’assessore Paolucci che staremo con l’animo in pace, come hanno detto - avverte il primo cittadino di Sulmona -. Con il ministro vogliamo parlarci noi, perché non siamo sicuri che sia stata illustrata davvero la situazione di difficoltà che questo territorio vivrebbe con la chiusura del Punto Nascita».
LA BATTAGLIA
Si fida poco e niente Ranalli, non più: «Domani (oggi, ndr) chiederemo ai sindacati di indire uno sciopero generale e ai sindaci di tornare martedì in consiglio regionale - continua Ranalli -, condurremo la battaglia fino in fondo, fino alle estreme conseguenze». Ranalli può contare per questo anche sul consigliere regionale Andrea Gerosolimo con cui finora certo non è andato a braccetto, ma «questa è una battaglia per la nostra identità, ancor prima che per la sicurezza delle nostre mamme e dei nostri figli». L’impressione del sindaco è che per Sulmona non si sia fatto il minimo sforzo. Perché sì, è vero che i numeri sono quel che sono (meno di 300 parti nel 2014), ma è anche vero che potrebbero essere diversi se si investisse con professionalità e mezzi sul presidio del Santissima Annunziata che fino a qualche anno fa era molto vicino ai 500 parti l’anno.
LA CHANCE
Una chance che però Paolucci ha negato: «Ormai si va avanti con la chiusura, anche se da qui a due anni dovessero cambiare i numeri». E poi c’è l’esempio della Toscana, dove i Punti Nascita sotto i 500 parti non sono stati chiusi, alcuni addirittura con numeri che a stento raggiungono i 200 fiocchi. «Se il ministro Lorenzin ha detto che deroghe sono possibili, anche con numeri bassi, a condizione che vengano attuate tutte le dovute misure di sicurezza, compresa la Tin efficiente - continua Ranalli - allora la politica, la Regione, si faccia carico di fare in modo che queste condizioni si realizzino anche a Sulmona e per una fetta di territorio molto vasta ed estremamente disagiata dal punto di vista orografico. La politica serve, o dovrebbe servire, a questo». Il pressing politico-istituzionale sarà senza tregua: oggi nell’incontro convocato con i sindaci del territorio si serreranno le fila. «Chiediamo che la prossima settimana si faccia l’incontro con il ministro promesso da D’Alfonso - incalza il sindaco - fino ad allora non daremo tregua».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it