PESCARA In teoria, più grandi ci sarebbero solo Sevel a quota 6000 dipendenti e Amadori intorno a 1900/2000 (dipende dagli stagionali). Mentre sullo stesso piano ci sarebbe Pilkington che ha 1600 dipendenti. Da ieri - non calcolando Asl e Regione, che hanno una configurazione differente - l’Abruzzo ha una nuova azienda gigante: si chiama Tua ed è la risultante del processo di fusione per incorporazione tra le società che si occupavano di trasporto pubblico in Regione (Arpa, Gtm e Sangritana) avvenuto ieri con tre assemblee straordinarie separate ma contemporanee. Il colosso dei trasporti regionali avrà contorni e numeri imponenti. Con sede legale a Chieti e due sedi operative a Lanciano e Pescara, Tua sarà strutturata in due divisioni, trasporto ferroviario e trasporto automobilistico su gomma. Il capitale sociale è pari a 39 milioni di euro, 1620 sono i dipendenti, mentre ammonteranno a 37 milioni i chilometri anno prodotti tra ferro e gomma. Tua avrà in dotazione 890 autobus e 38 treni e per dimensioni, si colloca, come valore della produzione chilometri e ricavo da traffico, tra le prime in Italia.
I PUNTI CHIAVE
Il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, che ha presenziato all'assemblea straordinaria, ha dichiarato di essere «impegnativamente in cammino» verso un sistema che entra in una seconda fase. «Io mi sto privando di troni, scelta coraggiosa - ha aggiunto D'Alfonso - nel passato non si è fatto anche per la fatica che questo nuovo processo comporta sul piano dell' allineamento delle voci economiche e del nuovo assetto organizzativo». Soddisfatto anche il sottosegretario D’Alessandro che, fisicamente e come vertice politico, ha condotto in porto la prima parte dell’operazione in tandem con Luciano D’Amico, il presidente vertice operativo.
IL REPERIMENTO RISORSE
«Ora inizia la vera partita, cioè il piano industriale e l’allineamento dei contratti con le parti sociali. Il 2015 parte in salita perchè ereditiamo 6 milioni di rosso dalla gestione 2014 e 8 di tagli sui trasferimenti. Come si chiude in pari al 31/12? Questo è compito del piano industriale: ci saranno tagli sulle corse non retribuite, asciugheremo le sovrapposizioni (caso limite: i famosi cinque vettori tra Pescara e Lanciano, ndr), avvieremo l’intermodalità, avvieremo economie di scala su forniture e manutenzioni, riorganizzeremo il lavoro. Non ci sarà l’operaio che fa gli straordinari e quello sottoutilizzato. Dalla riorganizzazione del cosìdetto nastro recupereremo 45 autisti e verrano fuori meno costi per 2-3 milioni. I dipendenti non prenderanno di meno ma dovranno lavorare di più e meglio». Le maggiori entrate dovranno colmare il resto. Tradotto: ci sarà un balzello sul biglietto («parliamo di adeguamento Istat, un 5%, non una cosa enorme» dice D’Alessandro) e poi «proporremo meccanismi incentivanti per allargare il servizio da 9 a 12 mesi: parliamo di qualche euro al mese in più».