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Pescara, 16/03/2026
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Data: 24/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Arriva il sito, parte il 730 precompilato. Via alla campagna informativa dal 15 aprile il modello on line. Vademecum per rispondere a tutte le domande più frequenti

ROMA Tra circa tre settimane, il 15 aprile, saranno disponibili per i contribuenti i 730 precompilati. Una novità nel segno della semplificazione che però, in una prima fase, può generare dubbi negli italiani abituati a presentare la dichiarazione con le modalità tradizionali. Per non farsi trovare impreparati, è possibile farsi un giro sul sito dedicato dall’Agenzia delle Entrate info730.agenziaentrate.gov.it e magari dare un’occhiata al video disponibile sul canale Youtube dell’Agenzia che spiega tutti i passaggi dell’operazione. Sul sito è disponibile anche una raccolta di domande e risposte, che dovrebbero chiarire tutti gli aspetti sui quali restava qualche incertezza.
Destinatari della novità sono i cittadini che già in precedenza potevano presentare il 730: quindi essenzialmente quelli che non hanno la partita Iva oppure redditi di tipo particolare. La prima decisione che il contribuente deve prendere è se verificare e inviare la dichiarazione dal proprio pc attraverso il sito, oppure dare una delega al Caf o al commercialista, con il vantaggio di non avere più l’onere di eventuali controlli (che ricadono sull’intermediario). Nel primo caso occorre un Pin per l’accesso, quello delle Entrate, oppure quello rilasciato attraverso la Carta nazionale dei servizi, o ancora dall’Inps. Chi non ne avesse nessuno può rapidamente entrarne in possesso facendo richiesta all’Agenzia on line, per telefono o direttamente in un ufficio (la soluzione più veloce perché non richiede l’invio per posta della seconda parte delle credenziali).
Resta comunque possibile optare per la presentazione del 730 con attraverso i Caf con il vecchio sistema, attraverso un modello non precompilato.

Chi è interessato dalla novità?

Possono presentare il 730 precompilato i lavoratori dipendenti (anche senza sostituto d’imposta tenuto al conguaglio) e i pensionati che nel 2014 avevano presentato il 730. Esclusi coloro che con riferimento all’anno d’imposta 2013 hanno presentato dichiarazioni integrative o correttive ed in generale i titolari di partita Iva. Per i redditi da lavoro dipendente è necessario che sia stata trasmessa dal datore di lavoro la Certificazione unica.

Sono comprese le spese sanitarie?

I principali dati inclusi nella dichiarazione sono il reddito da lavoro dipendente o pensione, le ritenute Irpef, le trattenute di addizionale regionale e comunale, e i dati dei familiari a carico; i dati relativi agli interessi passivi sui mutui, ai premi assicurativi e ai contributi previdenziali (comunicati da banche assicurazioni ed enti previdenziali). Mancano invece le spese sanitarie che dovrebbero essere disponibili dal 2016.

Come si presenta la dichiarazione?

Ci sono due possibilità. Si può accedere alla propria dichiarazione direttamente dal Pc attraverso il Pin dell’Agenzia delle Entrate o quello dell’Inps. Oppure delegare un intermediario, commercialista o Caf. Il ricorso all’intermediario è indispensabile nel caso di due coniugi che presentino il 730 in forma congiunta, ed anche se il contribuente vuole modificare entro il 7 luglio una dichiarazione già presentata direttamente all’Agenzia.

Che opzioni ha il contribuente?

Il contribuente può accettare la dichiarazione precompilata così com’è, sia direttamente che attraverso l’intermediario. In questo caso non ci saranno più controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se invece si sceglie di correggere o integrare la dichiarazione (lo faranno la maggior parte dei contribuenti) allora i dati aggiuntivi, ma anche quelli precompilati, potranno essere sottoposti a verifica dal fisco.

Cosa succede se ci sono errori?

In alcuni casi particolari sarà la stessa Agenzia delle Entrate a non considerare “buoni” dati ricevuti ma palesemente inverosimili (ad esempio retribuzioni con 3 zeri in più). Il contribuente dovrà comunque integrare le informazioni. Il caso più frequente di dato incompleto dovrebbe essere quello della destinazione dei fabbricati: il fisco saprà se un immobile è stato acquistato ma non se è tenuto a disposizione o dato in comodato e così via.

Quali vantaggi avrà il cittadino?

Il principale vantaggio, che però sarà più visibile quando saranno incluse le spese sanitarie, è la semplificazione: l’Agenzia fa la dichiarazione al posto del cittadino. Chi accetta il modello precompilato senza modifiche si metterà al riparo dai controlli formali. In caso di presentazione tramite Caf o professionista, le successive verifiche ricadranno sull’intermediario che in caso di errore dovrà versare la maggiore imposta al posto del contribuente.

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