PESCARA Finiscono in archivio le posizioni di quindici dei venticinque politici coinvolti nella rimborsopoli d'Abruzzo: l'inchiesta conclusa lo scorso anno dalla procura di Pescara a carico dei politici regionali della precedente legislatura di centrodestra che, stando almeno a quello che fu inizialmente l'ipotesi di reato, avrebbero indebitamente intascato i rimborsi per le missioni istituzionali in Italia e all'estero. Le posizioni archiviate ieri dal gip Colantonio, rappresentano però soltanto una parte dell'inchiesta. I pm Di Florio e Bellelli, che condussero l'inchiesta, già tempo fa definirono il procedimento.
CHI ESCE DEFINITIVAMENTE
Insieme a queste quindici richieste di archiviazione, i magistrati chiesero contestualmente anche tre rinvii a giudizio e disposero la trasmissione ad altre procure per competenza delle posizioni di altri sette esponenti di primo piano della giunta Chiodi, con in testa lo stesso ex governatore d'Abruzzo. L'archiviazione di ieri riguarda l'ex assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni, Federica Carpineta, Giorgio De Matteis, Cesare D'Alessandro, Riccardo Chiavaroli, Franco Caramanico, Nicola Argirò, Emilio Nasuti, Alessandra Petri, Antonio Prospero, Lorenzo Sospiri, Giuseppe Tagliente, Nicoletta Verì, Luciano Terra e Carlo Costantini. Per loro, la procura di Pescara, dopo aver completato le indagini e soprattutto dopo gli interrogatori cui vennero sottoposti gli indagati e dopo aver esaminato le memorie difensive decise che a loro carico non vi erano elementi tali da sostenere l'accusa in dibattimento e dunque preferì chiedere l'archiviazione che è stata accolta dal gip. I tre che rischiano il processo qui a Pescara, invece, e per i quali il gup ha già fissato la data dell'udienza preliminare al 5 maggio, sono Mauro Di Dalmazio, Lanfranco Giuliante e Angelo Di Paolo. Per quanto riguarda invece le posizioni di Gianni Chiodi, dell'ex presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, degli assessori Mauro Febbo, Alfredo Castiglione, Luigi De Fanis, Paolo Gatti e Carlo Masci, a decidere sul loro futuro giudiziario saranno le Procure di Roma, Verona, L'Aquila cui i fascicoli sono stati trasmessi per competenza territoriale in quanto il reato più grave a loro contestato sarebbe stato compiuto in quelle città.