La terra promessa per il mondo delle imprese è un’area risucchiata dalle spirali della guerra e, al contempo, uno dei paesi che ha saputo fare dell’innovazione tecnologica e della ricerca scientifica il fiore all’occhiello della propria economia. Un patrimonio di competenze, quello dello stato di Israele, su cui ha deciso di investire la Camera di commercio pescarese che, con la decisiva mediazione dell’università di Teramo e il placet della Regione, ha organizzato ieri in riva all’Adriatico un meeeting con l’ambasciatore israeliano Naor Gilon e una nutrita schiera di imprese locali, decise a fare il salto di qualità e ad uscire dalle secche di un provincialismo anacronistico in tempo di crisi, per affrontare il mare aperto del mercato internazionale.
« COLLABORAZIONE PREZIOSA»
«Con questa collaborazione - spiega il presidente della Camera di commercio, Daniele Becci - diamo la possibilità alle nostre aziende di creare sinergie e occasioni di sviluppo in un territorio denso di potenzialità, da cui potremmo trarre importanti occasioni lavorative». L’obiettivo è quello di trasformare Pescara in un hub strategico per tutta la macro regione adriatica, progetto che vede la piena condivisione dei vertici regionali e non. Se il governatore D’Alfonso, che nel pomeriggio ha ricevuto l’ambasciatore Naor Gilon, non manca di sottolineare come Israele sia «un esempio di successo e una di quelle reale realtà da cui si esce migliorati», il sindaco Marco Alessandrini rimarca che «si tratta di un’opportunità privilegiata. La posizione baricentrica di Pescara permette di confrontarci con una realtà diversa con la quale percorre un vantaggioso cammino». Al progetto dovrebbero fornire il loro prezioso contributo anche le università abruzzesi e gli atenei di Marche e Molise, per dare sostanza al respiro adriatico-ionico del progetto, a cui verrebbe demandato il compito di potenziare anche dal punto di vista formativo, il rapporto con la sponda mediorientale.
«Il nostro impegno - spiega Gabriele Rossi dell’università di Teramo - sarà quello di procedere alla selezione aziendale e professionale nei settori che vanno dall’agroalimentare alla tecnologia, dalla sanità all’energia». Prossimo appuntamento in autunno, quando è prevista una missione tecnico-operativa in Israele degli interlocutori pescaresi. Un rapporto, quello dello stato ebraico con l’Abruzzo, ormai consolidato. Qui da tempo opera l’associazione Amici di Israele, qui è stato siglato un protocollo di intesa per la formazione sanitaria. «E qui - ribadisce l’ambasciatore Naor Gilon, ospite a Pescara per la terza volta - possiamo creare una sinergia fondendo le reciproche competenze, eccellenze e aspettative». La crescita, insomma, è dietro l’angolo. O meglio, al di là dei mari, dove i venti di guerra non spengono la spinta all’innovazione e la certezza che il futuro sia a portata di tecnologia.