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Pescara, 16/03/2026
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Data: 24/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Stretta su Parentopoli e stipendi

Saranno messe in vendita tutte le partecipazioni possedute dal Campidoglio in aziende che non forniscono servizi pubblici ai cittadini, da Investimenti spa al Centro ingrosso fiori, con la liquidazione di Assicurazioni di Roma e la trasformazione di Farmacap in società per azioni. Ignazio Marino esulta, e parla di «risultato storico» con il taglio di «vecchie abitudini e strutture oggi davvero dispendiose e non utili alla città». Ma la versione definitiva della delibera sul riordino delle aziende capitoline - con l’emendamento approvato ieri dalla giunta e approvato in serata dal consiglio comunale, dopo una lunga mediazione del capogruppo Pd Fabrizio Panecaldo - prevede anche un giro di vite su assunzioni, promozioni e stipendi nelle aziende che resteranno di proprietà di Palazzo Senatorio, a partire da Ama e Atac.
GLI ORGANICI

Le nuove norme sul personale, pensate come antidoto a Parentopoli, prevedono criteri stringenti. In primis, il rapporto tra numero di dirigenti e totale dei dipendenti non dovrà superare quello del Comune, e fino a quando non sarà verificata questa condizione non si potranno fare altre assunzioni. Non si potranno superare i parametri dell’amministrazione capitolina anche per altre due voci fondamentali dell’organizzazione del lavoro nelle società del gruppo Roma Capitale: la spesa per il lavoro straordinario e, soprattutto, quella per il salario accessorio dei lavoratori. Le cui norme, in pratica, dovranno pressoché uniformarsi alla riforma varata da Palazzo Senatorio, a inizio anno, per i sui 24 mila dipendenti.
LE CESSIONI

La delibera conferma la cessione di gran parte delle aziende capitoline, con l’aggiunta della Centrale del Latte. In vendita le società di secondo livello di Ama e Atac e la partecipazione in Adr, fino ad Assicurazioni di Roma, il cui personale sarà prepensionato o assorbito da altre aziende. L’operazione permetterà un risparmio di 150 milioni, ma le opposizioni criticano: «Qui si svende tutto, anche le aziende che fanno utili». Farmacap - sul cui futuro la maggioranza si è spaccata - sarà trasformata in spa: arriverà un commissario che entro il 31 maggio dovrà presentare un piano per «garantire la continuità aziendale». In vendita anche la quota di Eur spa, ma non subito: sarà una liquidazione condizionata ad alcuni risultati, come il completamento delle opere previste. «Le aziende faranno un percorso per attuare procedure di infragruppo - sottolinea Alfredo Ferrari, presidente della commissione bilancio - Roma diventerà un laboratorio per le partecipate».

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