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Pescara, 16/03/2026
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Data: 25/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Seduta flop sulle maternità e in aula si sfiora la rissa. Spintoni e parole grosse tra consiglieri, Forza Italia tenta di occupare l’aula. Il pubblico grida «vergogna». Di Pangrazio rimanda tutto a dopo Pasqua

L'AQUILA «Vergogna, questa è una dittatura». Non poteva finire peggio una giornata di lavori in consiglio regionale partita male, con la decisione del vicepresidente Lucrezio Paolini di sospendere i lavori della mattina in aula rimandando tutto al pomeriggio. D'altraparte i banchi della maggioranza erano semivuoti. Quasi nessun assessore presente e il presidente Luciano D'Alfonso, impegnato insieme all'assessore alla Protezione civile, Mario Mazzocca, in un estenuante giro fra i Comuni interessati dal dissesto idrogeologico, una mappa disastrosa di 230 frane. Dopo la bagarre mattutina, con i consiglieri di opposizione che hanno accusato gli assessori di essere «tutti in trasferta al Vinitaly», nel pomeriggio non è andata meglio. All'ordine del giorno diverse interpellanze, risoluzioni e interrogazioni, ma il momento più atteso era quello in cui si sarebbe dovuta presentare la risoluzione urgente con cui si chiede al presidente e commissario ad acta della Sanità D'Alfonso «di sospendere e ritirare il decreto che dispone la chiusura dei punti nascita» di Sulmona, Atri, Ortona e Penne. Tutto ciò perché, secondo i consiglieri di Forza Italia, M5s, Abruzzo futuro e Ncd, «il quadro è cambiato alla luce della posizione assunta nei giorni scorsi dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin». In un clima di tensione e con l'opposizione più che mai agguerrita, al momento “cruciale” e atteso anche dai cittadini seduti in fondo all'aula in sostegno dei sindaci di Sulmona, Giuseppe Ranalli, e di Penne, Rocco D'Alfonso, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha sciolto il consiglio regionale. Che tornerà a riunirsi dopo Pasqua. «Dei punti nascita si è discusso ampiamente già il 13 dicembre», ha detto Di Pangrazio, «con tre risoluzioni. Dunque ci rivediamo in conferenza dei capigruppo». E scoppia il putiferio, come una bomba in attesa soltanto che qualcuno accenda la miccia. Urla, parolacce, qualche bestemmia. Bagarre che si è spostata fuori dall'aula, dove nel parapiglia generale ha preso forma una lite fra esponenti di diverse forze politiche (non è chiaro se fra il presidente del consiglio Di Pangrazio e il consigliere grillino Riccardo Mercante o altri) che ha travolto il consigliere di Regione Facile Alessio Monaco, finito a terra con un bernoccolo e un graffio sulla testa. Lapidari i commenti della maggioranza. «Il governo D'Alfonso si è dato alla fuga», hanno scritto in una nota i consiglieri di Forza Italia Gianni Chiodi, Mauro Febbo e Paolo Gatti. «Si tratta di un’offesa ai cittadini», ha rincarato Sospiri. «Questa maggioranza si comporta come una dittatura», è stato il commento dei consiglieri del M5s, Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante. Fermo nella sua convinzione Di Pangrazio: «Siccome non c'è urgenza, mi aspetto proposte da discutere seriamente, concretamente e serenamente in conferenza dei capigruppo portando». Delusi intanto il sindaco di Penne D'Alfonso, per il quale «la politica ha deciso di non decidere» e che annuncia un ricorso al Tar se il decreto commissariale non verrà sospeso. E' «l'ennesima vergogna e provocazione» per una cittadina di Sulmona, Daniela Frittella, animatrice del Meetup del M5s, che dice: «La nostra rabbia è tantissima, non chiamate i vostri figli Luciano». Intanto, nella tensione e nella confusione generale il consiglio regionale ha approvato il provvedimento che autorizza l'Ater dell'Aquila a usare i proventi dell'alienazione di immobili di proprietà dell'ente.

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