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Pescara, 16/03/2026
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Data: 25/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Trasatti: lavoro, una situazione drammatica. Cgil: non c’è solo il caso Edimo, colpa di Renzi che ha smantellato la governance della ricostruzione

L'AQUILA Non solo Edimo. Le vertenze spuntano come funghi, ogni settimana se ne aprono di nuove in tutta la provincia, in cui la città dell’Aquila emerge come una delle zone più in sofferenza. Ma dietro ai numeri, alle percentuali e ai milioni di ore di cassa integrazione che il governo dovrebbe pagare ci sono persone, famiglie di licenziati che non riescono a pagare le bollette. Vertenze che hanno nomi e cognomi: quella della famiglia Taddei spaventa per le dimensioni del gruppo, con decine di controllate su cui c’è il rischio dell’effetto domino dopo il fallimento della Edimo spa; ma a questa si aggiungono la Otefal, dove tutti i lavoratori sono in mobilità e si sta cercando di concretizzare un progetto di rilancio sul territorio che non vede mai l’inizio. Ad Avezzano ha chiuso la Presider, poi ci sono la vertenza aperta della Cartiera Burgo, i problemi che vive il centro di ricerca ex Technolabs (attualmente Intecs) dove si va avanti con contratti di solidarietà e ci sono persone che non lavorano quasi mai. A snocciolare soltanto alcune delle situazioni più drammatiche (senza dimenticare il progetto Accord Phoenix dell’imprenditore inglese di origini indiane Ravi Shankar che dovrebbe riassorbire parte dei lavoratori del polo elettronico, sul cui stato dell’arte da gennaio non si sa più nulla), è il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti. «Il nostro territorio vive un dramma occupazionale pesantissimo», spiega. «All’interno dell’Abruzzo, secondo i dati Istat relativi al 2014, la nostra provincia ha il più alto tasso di disoccupazione: il 14% a fronte di una media regionale del 12,6% e i dati ci dicono che negli ultimi due anni la provincia ha perso 17mila posti di lavoro». Il settore messo peggio, in barba al più grande cantiere d’Italia, L’Aquila, è proprio quello delle costruzioni, che ha perso in due anni 4mila lavoratori in provincia. «Un paradosso», per Trasatti. Sfumano i posti di lavoro anche nel comparto dei servizi, compresi quelli delle pubbliche amministrazioni, con 12mila posti in meno dal 2012 al 2014. La colpa, per Trasatti, è tutta del governo Renzi. «Siamo stati lunghi mesi senza la governance della ricostruzione», incalza, «perché il governo ne ha smantellato scientificamente l’assetto, provocando il blocco dei processi di apertura dei nuovi cantieri».

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