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Pescara, 16/03/2026
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Data: 25/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Infrastrutture, per il dopo Lupi un altro ncd o l’ipotesi sinistra

ROMA Premiare la sinistra bersaniana del partito o il contributo dell’alleato. Matteo Renzi non sembra aver ancora deciso e si tiene stretta la delega ai Lavori Pubblici che fu di Maurizio Lupi. «L’interim non sarà breve», sostiene Gaetano Quagliariello che fu tra i primi Ncd a dover mollare la poltrona da ministro quando arrivò Renzi a palazzo Chigi. Insieme a lui la De Girolamo, ex ministro e a breve - probabilmente - ex capogruppo alla Camera del partito di Alfano, visto che quel ruolo è stato promesso a Maurizio Lupi. Lei, che all’appoggio esterno è passata da tempo, si scaglia contro «gli indipendenti di sinistra» che abitano nel suo partito.
FRONDA
Dito puntato contro Beatrice Lorenzin e lo stesso Alfano che, in attesa di capire cosa farà Berlusconi, resta a sinistra lasciando che il suo partito resti un tutt’uno col Pd nel centrosinistra a trazione renziana. Per attribuire al Ncd un ministero di egual peso a quello perso pochi giorni fa, Renzi dovrebbe metter mano ad un vero e proprio rimpasto, sacrificando magari la ministra Giannini di recente passata al Pd e occupando di nuovo la casella delle Infrastrutture e degli Affari regionali. Il premier, per ragioni di opportunità e per motivi più strettamente politici, non intende però infilarsi nel tunnel di un ”bis”. Nell’oroscopo di Quagliariello («interim non breve») è facile leggere la volontà del Ncd di non cedere, ma il partito di Alfano non ha per il momento strade alternative vista la tenacia con la quale Berlusconi insegue il lepenista Salvini che a sua volta ha sbarrato la strada «a chi sta con Renzi».
DECRETO
In attesa che il Ncd decida del suo futuro, Renzi è pronto ad applicare trattamenti diversi ad amici e parenti. Tra questi ultimi la sinistra interna al suo partito che si divide persino sul riconoscimento del ruolo della ”Coalizione sociale” proposta da Maurizio Landini. In questa area di opposizione frantumata, Renzi potrebbe però pescare il jolly per indicare un ministro tutto nuovo e competente come Matteo Mauri, giovane e preparato deputato che Bersani volle nel 2009 come responsabile Infrastrutture e Trasporti del Pd. Una volta trasferito con decreto a palazzo Chigi la Struttura di Missione attualmente al ministero di Porta Pia e riorganizzato il ministero attuando il promesso turnover di dirigenti, il compito di ministro potrebbe infatti diventare più agevole. E’ però evidente, e le tensioni ieri alla Camera sul ddl prescrizione lo confermano, che «i tempi lunghi» per la definizione del nuovo ministro contribuiscono ad alimentare le tensioni interne alla maggioranza. Ieri a Montecitorio la crisi sul ddl prescrizione è stata scongiurata dal ministro Orlando il quale, promettendo modifiche al testo, ha permesso al Ncd di astenersi. Renzi è però convinto che sulle tensioni cominci a pesare anche la campagna elettorale per le elezioni regionali di fine maggio. Le elezioni di maggio rappresentano un test importante per i partiti della maggioranza. Saranno importanti le vittorie dei governatori ma anche le percentuali delle forze politiche che non esprimono propri candidati.

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