Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/03/2026
Visitatore n. 752.299



Data: 26/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensione integrativa, Italia fanalino di coda aspettando il Ppp Ue

In fase di gestazione i fondi di ultima generazione voluti da Bruxelles La loro caratteristica: norme identiche e portabilità per tutta Europa .La pensione di anzianità che ci aspetta a fine carriera lavorativa, lo sappiamo, non basta più per garantirsi un futuro dignitoso: urgono integrazioni. Sul mercato non mancano le offerte di trattamento previdenziale complementare, eppure l’Italia resta fanalino di coda in Europa per le adesioni ai fondi del settore: siamo al 30% contro una media Ue intorno al 70-80%. Un po’ per scarsa disponibilità finanziaria in un periodo di crisi che sembra infinita, un po’ per non conoscenza. In realtà, aderire alle proposte disponibili presenta parecchi vantaggi. «Comincerei dai rendimenti dei fondi – sottolinea Marina Gatti di Bnp Paribas – Nel 2014 i negoziali, cioè quelli riservati alle varie categorie di lavoratori dipendenti, hanno reso in media il 7,3%, e quelli aperti, cui può aderire liberamente chiunque, sono arrivati al 7,5%. Considerando gli stessi fondi nei loro comparti più aggressivi, saliamo al 9,8% per i negoziali e all’8,7% per quelli aperti. Numeri interessanti, se consideriamo che il rendimento medio del Tfr è fermo all’1,3%».
Non vanno trascurati i vantaggi fiscali, che restano notevoli nonostante il ritocco al rialzo della tassazione sulle rendite applicato da gennaio. «L’aliquota sull’interesse maturato – spiega Marina Di Bartolomeo di Pioneer Investments – è salita dall’11 al 20%, ma c’è la possibilità di dedurre dal reddito i contributi versati nei fondi, fino a un massimo di 5.164 euro l’anno». Se sono i fondi aperti quelli che risultano in forte crescita (+7% contro il -0,3% di quelli chiusi), l’adesione a questi ultimi è quella più conveniente per il lavoratore, che versa in media la metà del dovuto, intorno al 2% dello stipendio, integrato dal contributo del datore di lavoro, anche questo intorno al 2-3%.
In un mercato in cui il lavoratore è sempre più spesso precario, autonomo, saltuario (i fondi chiusi sono riservati ai dipendenti), è però inevitabile che siano proprio i fondi aperti quelli in più forte sviluppo e crescita. Tra questi molte sono le proposte innovative, come Easy Future, il prodotto proposto da Bnp Paribas. «Aperto a tutti, è articolato e studiato in base all’anno in cui il cliente andrà in pensione – spiega Silvia Mauri di Bnp Paribas –. Protegge il capitale e contemporaneamente lo fa rendere, puntando su asset più aggressivi quando l’anno della pensione è lontano e su investimenti più tranquilli man mano che l’obiettivo si avvicina». Pioneer Investments propone invece il suo Pioneer Futuro che, spiega Di Bartolomeo, «oltre ad azzerare i rischi in prossimità del pensione, assicura i vantaggi fiscali tipici dei fondi pensione e la possibilità di riscatto in determinate situazioni: non solo acquisto prima casa, nascita di un figlio, grave malattia o invalidità, ma anche nell’eventualità di inattività lavorativa lunga almeno 24 mesi».
Infine, c’è la proposta che viene presentata in questi giorni al Salone del Risparmio: il Ppp, il Personal Pension Product. Caratteristiche e regole, ancora di là da venire, le sta dettando la Commissione Ue. «Ci sarà – spiega Sonia Maffei di Assogestioni – un unico ombrello normativo per i fondi pensione di ultima generazione: da quelli individuali alle polizze vita, dai piani di accumulo ai prodotti di risparmio gestito. Ciò per garantire uniformità a livello europeo e anche per dare un vantaggio ai sottoscrittori: la portabilità del fondo da un Paese all’altro».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it