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Pescara, 16/03/2026
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Data: 26/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Precari Asl verso lo stato di agitazione. I sindacati chiedono un incontro con l’assessore Paolucci: «In 1.200 rischiano il posto di lavoro»

L'AQUILA Stato di agitazione contro il licenziamento di quasi 1.200 precari della sanità. E' questa la minaccia dei sindacati del settore che sono sul piede di guerra a causa del mancato incontro sulla questione con l'assessore alla Sanità. «Silvio Paolucci continua a trascurare la nostra richiesta di incontro», affermano dalla Uil, «questo ci costringerà, insieme a Cgil e Cisl, a valutare la possibilità di proclamare lo stato di agitazione di tutta la sanità abruzzese. Coinvolgeremo i lavoratori precari ma anche tutti gli altri, oltre ai cittadini abruzzesi visto che sono a rischio i livelli essenziali di assistenza (Lea)». Un duro attacca quello del segretario regionale Uil Fpl Abruzzo, Giuseppe De Angelis, che esorta l’assessore alla Sanità a prendere coscienza del problema. Tutto nasce dal programma operativo 2013-1015 che prevede la riduzione del 50 per cento della spesa per il personale precario rispetto a quella sostenuta nel 2009. I sindacati ipotizzano che già dal primo aprile i servizi saranno a rischio. L’assessore Paolucci, al riguardo, ha firmato il nullaosta per l’assunzione di 242 dipendenti nella Asl di Teramo, portando così a 483 i posti di lavoro creati recentemente nelle Asl abruzzesi. La Asl teramana, però, perderà presto 336 precari nell’ambito del maxi taglio previsto dal Governo. Per la Asl di Avezzano Sulmona L'Aquila il problema è ancora più serio perché si fa riferimento alla spesa messa in atto nel periodo post terremoto, appunto il 2009, quando la Asl era ferma. Nel 2014 sono stati spesi 12 milioni, e si deve arrivare a 4.1 visto che nel 2009 erano stanziati 8.2 milioni di euro. I 326 precari necessari richiederebbero dunque un investimento di 12 milioni. Quindi già ad aprile il budget sarà finito. «La disposizione di assumere personale a tempo indeterminato», spiega De Angelis, «non significa che questo si possa fare rapidamente. Le lungaggini burocratiche e le difficoltà normative richiedono tempo. Tempo prezioso per i lavoratori e gli utenti. A nome di tutti i sindacati auspico, quindi, un incontro urgentissimo con l’assessore al fine di risolvere una volta per tutte questa delicata questione che rischia di far implodere l’intero sistema sanitario regionale».

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