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Pescara, 16/03/2026
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Data: 27/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Occupazione, 80mila in più in due mesi. L’annuncio di Renzi sui contratti a tempo indeterminato: «È il segnale che l’Italia riparte, diamo diritti a chi non ne aveva»

ROMA «C’ è una crescita a doppia cifra, è il segnale che l’Italia riparte. Che bella l’Italia che riparte». È Matteo Renzi ad annunciare per primo i dati sui contratti a tempo indeterminato siglati nei primi due mesi dell’anno diffusi dal ministero del Lavoro. Nel complesso sono stati attivati 303.000 contratti con un aumento di 79.000 unità (+35%), sullo stesso periodo del 2014 (224.000). Numeri «sorprendenti» dice ancora il premier entrando al ministero delle Infrastrutture per la prima volta da quando ha assunto l’interim del dicastero. Un interim che, conferma, sarà breve. I dati li diffonde però il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Sono legati, precisa, agli incentivi previsti dalla legge di stabilità (come la decontribuzione per tre anni sui contratti stabili stipulati nel 2015) mentre non risentono ancora delle norme sul contratto a tutele crescenti (e del sostanziale addio all’articolo 18 dello Statuto) contenute nella delega jobs act perché entrate in vigore a marzo. Non è ancora chiaro quanti di questi contratti siano attivazioni ex novo e quanti stabilizzazioni di altri contratti (rapporti a termine, collaborazioni ecc) ma il ministro Poletti sottolinea che si tratta comunque di dati «significativi», in coerenza «con l’obiettivo di stabilizzazione. Per me - avverte - è un dato assolutamente positivo». Di tutt’altro avviso è Renato Brunetta. Renzi e Poletti, dice il capogruppo di Fi a Montecitorio, fanno «dichiarazioni fotocopia» ma «i nuovi contratti con il jobs act non sono posti di lavoro in più ma «trasformazione dei vecchi». Il premier però è entusiasta. E dopo un riunione di due ore alle Infrastrutture per fare il punto sui dossier con i sottosegretari, torna sull’argomento su Facebook. «Non sono numeri, sono storie di vita concreta. E i ragazzi che finalmente firmano un contratto a tempo indeterminato possono accendere un mutuo, avere certezze personali, mettere in cantiere famiglia, per me è solo l’inizio», scrive il premier. «Ci hanno detto di tutto in questi mesi, ci hanno accusato di voler rendere la nostra generazione per sempre precaria, è vero il contrario, stiamo dando diritti a chi non ne ha mai avuti, che bella l’Italia che riparte, avanti tutta», scrive Renzi. Un altro bollino sul jobs act e sulle riforme del governo Renzi è arrivato ieri dal Commissario Ue all’occupazione, Marianne Thyssen: «Le riforme strutturali dell’Italia sono molto positive - ha detto - siamo molto contenti». Contro il jobs act torna a parlare il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Alla vigilia della manifestazione della Fiom di sabato la leader della Cgil in un’intervista parla di norme «ingiuste, sbagliate e punitive». Mediobanca in uno studio esamina chi guadagnerà di più dalle norme del jobs act e della legge di stabilità tra le quali lo sgravio dell’Irap per i datori di lavoro. Tra le italiane quotate quelle che più beneficeranno sono Rcs, con un incremento atteso dell’utile per azione del 19,7% in tre anni, l’Espresso (+17,8%) e Mondadori (+13,5%) tra tlc, media e tecnologici. Seguono Finmeccanica (+7,7%) e Italcementi (+5,5%) tra i ciclici. Banco Popolare (+ 6,5%) e Bpm (+ 5%) tra le banche e Hera (+9%) tra le utility.(m.b.)

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