L’ammiraglio offre collaborazione per un’analisi seria delle cause: «Lunedì a Roma vertice con il comandante Moretti».
LA STRIGLIATA
«Dragaggio e insabbiamento del porto di Pescara sono questioni annose che devono essere affrontate e risolte. Il porto di Pescara deve ripartire perché un sistema economico sano non si può assolutamente permettere il lusso di non far operare e funzionare i propri porti». Lo ha detto il comandante generale delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, ammiraglio Felicio Angrisano, giunto ieri a Pescara per la prima di due giornate di visita istituzionale in regione, in occasione del 150/o anniversario della fondazione del corpo e del decimo anniversario dell’elevazione della Capitaneria di porto di Pescara a Direzione Marittima Abruzzo-Molise-Isole Tremiti. Un caso raro di competenza estesa addirittura su tre regioni, che rischia di trasformarsi in un semplice orpello se il porto sede della direzione dovesse affondare irrimediabilmente.
«Bisogna capire i fattori di causa e operare sugli effetti del problema che presenta criticità ambientali e tecniche. L’analisi dei fenomeni fatta in maniera severa aiuterà a trovare la soluzione ai problemi - ha spiegato ancora l’ammiraglio -. Siamo al lavoro anche oggi per questo. A tale proposito posso anticipare che lunedì prossimo il comandante Enrico Moretti sarà a Roma per fissare un momento di attenzione sulle problematiche del porto di Pescara. Saremo insieme per discutere di quelle che saranno le azioni che dovranno essere intraprese e messe in campo. Parleremo di quelle iniziative che serviranno per risolvere una situazione che dura da troppo tempo».
LA GIORNATA PESCARESEUn impegno autorevole che certamente farà bene alla causa del porto di Pescara. La visita del numero uno della Guardia costiera coincide con uno dei ricorrenti periodi neri dello scalo, che dopo i nuovi insabbiamenti provocati dalle mareggiate delle settimane scorse ha scontato nella notte di martedì i danni provocati ai pescherecci dal mare di levante, che ha agitato le acque del canale. All’incontro con Angrisano nella sede della Capitaneria ha partecipato anche il vice sindaco di Pescara Enzo Del Vecchio. Accompagnato dal direttore marittimo di Pescara Enrico Moretti, l’ammiraglio ha fatto visita al prefetto Vincenzo D'Antuono, prima di incontrare il personale militare e civile in servizio nella direzione marittima, negli uffici dipendenti e nei porti di Abruzzo, Molise e Tremiti. Per quanto riguarda il Molise, nell’incontro si è parlato anche del porto di Termoli dove - ha detto l’ammiraglio - c’è un problema di presenza di materiali estranei alla composizione del porto che possono creare problemi in uscita in caso di necessità».
SOSPIRI ACCUSA D’ALFONSOConcorda con l’analisi dell’ammiraglio Angrisano anche il capogruppo di Forza Italia in Regione Lorenzo Sospiri che commenta: «Per il porto di Pescara è ufficialmente cominciata la fase di massima emergenza: servono interventi di dragaggio importanti per restituire agibilità e navigabilità ai fondali, servono finanziamenti e serve il piano regolatore portuale per impedire che un soffio di vento mandi all’aria decine di piccole imprese marittime ferme nello scalo. Oggi torniamo a chiedere dove sia finita la Road map annunciata dal governatore D’Alfonso lo scorso 3 marzo? A chiacchiere entro quindici giorni, quindi entro lo scorso 18 marzo, come aveva garantito lo stesso Presidente, egli stesso avrebbe dato risposta alle sei integrazioni richieste dal Consiglio superiore dei lavori pubblici».