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Data: 27/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Il piano Garanzia giovani rischia di essere un flop

ROMA Dentro il ministro del Lavoro, fuori gli iscritti alla Garanzia giovani. Poletti, ieri, ha presentato i risultati del progetto, nella cornice dorata della Regione Lazio. Senza che fosse permesso a una delegazione dei manifestanti che contestavano l’inefficacia del programma - pensato per contrastare la disoccupazione giovanile - di intervenire alla conferenza. Con lui il commissario Ue all’occupazione, Marianne Thyssen, che ha sostenuto che la “Garanzia”, finanziata con 1,5 miliardi di fondi europei e italiani, «non può essere un miracolo, ma può aiutare a farlo». Chissà quanto costerebbe, allora, un miracolo completo. Sono due giorni che i precari si riuniscono sotto la Regione Lazio per rivendicare i loro diritti. Gente come Simone, 21enne romano, che ha trovato un tirocinio in un discount in un paesino nei dintorni della Capitale dal 1° dicembre 2014 e ancora non ha ricevuto un euro di rimborso spese. «Mi sono iscritto a Garanzia giovani nella primavera 2014», ha raccontato. «A luglio ho siglato il patto di servizio con il centro per l’impiego, ma non mi hanno trovato loro il tirocinio. Mi sono dovuto mettere io alla ricerca di un’azienda disponibile». Un bel vantaggio per chi lo ha assunto: il suo rimborso spese non grava sul bilancio societario, ma dovrebbe essere erogato interamente dall’Inps. «Faccio 32 ore settimanali, dovrei guadagnare 800 euro ogni due mesi. Ma fino ad oggi non ho visto neanche un centesimo». Simone non è l’unico iscritto al programma europeo che non ha ricevuto quanto gli sarebbe dovuto. Mattia e altri attivisti del laboratorio romano di Sciopero sociale, il 25 marzo, hanno ottenuto un tavolo con la Regione Lazio per discutere la questione dei mancati pagamenti. «Hanno dato la colpa all’Inps - racconta - e ci hanno fornito la lista dei versamenti effettuati per ottobre-novembre 2014. Ovviamente mancano i nostri nomi». Lui e altri 50 ragazzi nel Lazio sono senza stipendio da quasi 6 mesi. E dire che il rimborso spese non è certo faraonico: gli attivisti di Sciopero sociale, dividendo i 400 euro mensili per il carico di lavoro, lo hanno stimato in poco meno di 3 euro l’ora. Nonostante i toni con cui vengono diffusi, i numeri della Garanzia continuano a essere quelli di un progetto fallimentare. Ad oggi 465mila sono i ragazzi iscritti su un bacino, sottolinea il ministero, di 560mila neet. Solo recentemente, tuttavia, il totale dei destinatari è sceso: nel piano iniziale, infatti, si parlava di un totale di 2 milioni 254mila possibili benificiari. Anche riducendo questa platea ai soli giovani che si sono detti disponibili a lavorare la cifra raggiunge al massimo 1,5 milioni di giovani (dati Istat). Circa il triplo, dunque, del bacino di giovani che la Garanzia, oggi, si prefigge di raggiungere.

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