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Data: 27/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Ecco il Ducato “5 milioni” il furgone tutto abruzzese. Festa alla Sevel di Atessa, la seconda fabbrica italiana per produzione

ATESSA Mani alzate coi palmi che mimano il numero cinque, sorrisi, pacche sulle spalle e qualche lacrima ad inumidire gli occhi dei lavoratori più anziani. E' arrivato così, nel reparto montaggio, il numero 5milioni di tutti i veicoli realizzati in Sevel. Un numero che è enorme anche solo a visualizzarlo, ma che, per quelli che erano ieri in fabbrica a festeggiarlo, fa sentire tutti parte di qualcosa di grande e di importante. «Non si arriva a certi risultati se non ci si crede, se non ci si lavora con il cuore e l'anima» dice soddisfatto il direttore di stabilimento Angelo Coppola, «questo è un traguardo che inorgoglisce tutti e che è stato possibile grazie al fatto che, nonostante quello che si pensi, le persone che lavorano con noi condividono la pianta strategica dell'azienda. E si tratta della stragrande maggioranza che lavora con entusiasmo, ma in silenzio». Non c'è spazio per la polemica nel giorno di festa. Cinque milioni di veicoli prodotti sono la dimostrazione che la Sevel è la prima realtà industriale in Abruzzo e la seconda in Italia, in termini di numero di dipendenti e di produzione nel settore automotive, dopo lo stabilimento di Melfi. «Il serbatoio principale di provenienza della manodopera è l'Abruzzo, per il 90,4% dei dipendenti» prosegue Coppola «lo dico con fierezza, perché in altre realtà le percentuali non sono così marcate. Questo significa che abbiamo un profondo legame con il territorio e un profondo attaccamento alla gente d'Abruzzo». UNA STORIA LUNGA. La Sevel è arrivata nel 1978 in Val di Sangro. La produzione vera e propria, in una valle dove non c'era nulla (la chiamavano la “Valle della morte”, un termine ricordato anche da Sergio Marchionne durante una sua visita allo stabilimento), è arrivata nel 1981. In quell'anno sono stati prodotti 15.763 furgoni. Oggi, alla soglia dei 35 anni di storia, siamo a quota 5milioni. «Sono qui dal 1980» racconta Sebastiano Verì commosso, «è nato tutto come una scommessa e oggi sono contento di partecipare a questa giornata. Sento questo furgone anche un po’ mio». «Nonostante quello che si dice» interviene Luciano Bologna, assunto il 1° ottobre del 1980, «qui in Sevel siamo dei privilegiati, la gente è contenta. Lavorare in questa fabbrica mi ha abituato a tante soddisfazioni, esperienze all'estero, crescita personale e professionale». Come lui anche Domenico Sorgetti, di Paglieta : «Ci dobbiamo tenere stretti quello che abbiamo» aggiunge «è importante festeggiare e dobbiamo pensare soprattutto al futuro». LE PERSONE. C'è un video che rappresenta, per Sevel, la giornata dei 5milioni di veicoli. Mostra centinaia di dipendenti che sul prato antistante lo stabilimento formano la scritta Sevel e quella dei 5milioni. Il messaggio è che la Sevel è fatta di persone. «Che lavoro fai?» si chiede ad un operaio nel video di presentazione del Ducato mostrato ai giornalisti, «faccio un lavoro ben fatto», risponde un dipendente, «sono una persona che fa». «Oltre il 21% del personale» dice il direttore «è costituito da donne. Un numero che costituisce un'eccellenza, ma anche un'eccezionalità nel campo automotive. Ecco perché l'8 marzo abbiamo voluto omaggiarle con una rosa rossa. Dietro c'era un ringraziamento, e invece l'iniziativa è stata strumentalizzata». IL DUCATO “5MILIONI”. Si tratta di un Fiat Ducato Panorama (passo corto e tetto basso) con livrea bianca ed equipaggiato con il 2.3 Multijet II da 130 CV ed è stato acquistato da un cliente italiano per il trasporto di persone. Il veicolo è caratterizzato internamente da una plancia techno con superfici nero lucide e cromature. E' una delle innumerevoli versioni del Nuovo Ducato che, tra le diverse soluzioni di scocca, motore e meccanica, viene riprodotto in circa 10mila varianti adattabili a veicoli commerciali, trasporto persone e basi per allestimenti. Lo si nota nel reparto montaggio. Su una stessa linea si susseguono 3 tipi di Ducato diversi: lo scheletro per un camper, un Ducato per il trasporto persone e uno per il trasporto merci. I MERCATI. «Se piacciamo così tanto ai tedeschi significa che possiamo piacere a tutti». Scherza così un dipendente in riferimento al forte appeal che il Ducato conquista fuori dai confini italiani. «Il successo che abbiamo» spiega il direttore Coppola «lo si deve soprattutto perché il nostro prodotto per l'89% viene venduto all'estero e perché siamo ritenuti i migliori e i più affidabili nel campo dei veicoli commerciali leggeri. Ecco perché Sevel rispetto ad altri stabilimenti ha sofferto meno la crisi che ha investito il settore». Tre quarti di tutti i veicoli commerciali leggeri che circolano in Europa sono usciti dallo stabilimento di Atessa. Vanno fortissimo anche i motorhome, i cui primi clienti, anche in questo caso, sono i tedeschi. «Siamo attentissimi ad ogni richiesta» conclude Coppola «sono oltre 1500 i cablaggi diversi per cui siamo preparati. L'attenzione al dettaglio è il nostro punto di forza, ecco perché siamo i migliori».

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