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Pescara, 16/03/2026
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Data: 28/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Rama chiama l’Abruzzo «L’Albania può offrire molto». Il premier balcanico e D’Alfonso rilanciano la Macroregione

PESCARA Dopo la caduta del regime di Enver Hoxha arrivarono in tanti, anche dall'Abruzzo, alla conquista di questa sorta di El Dorado distante solo una manciata di miglia dalle nostre coste. Erano gli inizi degli anni Novanta e l'Albania apriva le sue porte al mercato lasciandosi alle spalle mezzo secolo di isolamento. Qualcuno ce l'ha fatta, altri meno in quella fase ancora segnata dall'incertezza. Nel Paese delle Aquile potevi incontrare il business ma anche rischiare grosso: instabilità politica, corruzione, assenza persino di un Codice civile, rendevano tutto più difficile all'investitore straniero.

GLI SCAMBI CORRONO. Oggi, è un'altra musica. L'interscambio commerciale tra l'Abruzzo e l'Albania ha ripreso a correre dopo la stagnazione del 2013. La due giorni di fitti contatti che si è aperta ieri a Pescara con le autorità di Tirana, alla presenza del premier albanese Edi Rama, ha confermato questa tendenza e il ruolo strategico che l'Abruzzo intende giocare nel programma della Macroregione Adriatico-Ionica, come ha spiegato il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, assieme ad uno dei partner oggi più solidi e competitivi per le imprese della regione. Così, dopo avere accolto l'invito del governatore Luciano D'Alfonso, appena rientrato dalla missione di San Pietroburgo, Rama lo dice subito nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara: «La Macroregione è una bella idea ma si è perso troppo tempo senza riuscire ad andare oltre le buone intenzioni». Poi, rivolto a D'Alfonso che gli siede accanto: «...ma oggi, grazie all'impegno di Luciano, l'Abruzzo può trasformare questo progetto in qualcosa di concreto». E il governatore: «La presenza in Abruzzo del premier Rama, oltre ad essere un'occasione irripetibile per rafforzare l'alleanza nell'ottica della costituenda Macroregione, è utile anche per far conoscere le opportunità di investimento, la legislazione e gli incentivi offerti dall’Albania. Ormai in Europa non si può più ragionare secondo le vecchie logiche di suddivisione territoriale ma occorre, ad esempio, puntare sulla connettività trasportistica per aumentare le opportunità di creare ricchezza».

ASSISTE il vero assist il premier albanese lo lancia agli imprenditori e alle associazioni di categoria, dalla Cna a Confindustria, alle Camere di commercio, che affollano la Sala della Provincia: «L'Albania è oggi un territorio dove le vostre imprese possono trovare quello che sognano e non trovano in Italia. Quelle già attive nei settori dell'energia, delle infrastrutture, del tessile, dell'agroalimentare e dei servizi sono già più di duemila. E c'è un crescente numero di imprese italiane che ci contattano per sapere cosa possono fare per noi». Intanto, ecco cosa fa l'Albania per attrarre il business: «Abbiamo avviato un processo di riforme strutturali che ci ha procurato il plauso dell'Europa». Basti pensare alla politica fiscale: l'imposta per l'impresa è fissa al 15%, così quella sui dividendi e sui profitti. «Per avviare un'attività da noi bastano un euro e un'attesa di sole 24 ore. La manodopera, giovane e qualificata, ha costi molto bassi». Qualcuno in sala commenta: «Perché non lo candidiamo in Italia uno così...?».

QUALE SEMPLIFICAZIONE?
Lo stesso premier albanese apre un altro simpatico siparietto conversando con D'Alfonso: «E poi da noi c'è la deregulation, come si dice da voi?». D'Alfonso: «Semplificazione». «No, no -risponde Rama- volevo dire un'altra cosa. Questa è una parola che voi in Italia usate sempre, ma la semplificazione non la fate mai...».
Oggi, alle 17,30, si replica all'Aurum di Pescara dove è previsto, tra gli altri, l'intervento di Ivan Jakovcic, relatore al Parlamento europeo per la strategia della Macroregione Adriatico-Ionica.

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