Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/03/2026
Visitatore n. 752.299



Data: 28/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
Si rompe il pullman, 55 romeni lasciati per strada senza bagagli. Odissea per un gruppo di braccianti diretti a Reggio Calabria: tra loro, un bimbo e una donna incinta. Da San Benedetto sono stati mandati a passare la notte alla stazione di Pescara, che però era chiusa

PESCARA Andavano a lavorare, a fare i braccianti nelle campagne pugliesi e calabresi. Ma il viaggio a bordo del pullman partito dalla Romania e destinato a Reggio Calabria con varie tappe intermedie si è interrotto a San Benedetto per 55 romeni tra cui una donna incinta e un bambino di appena un anno. È iniziato così l’incubo per le 55 persone che giovedì sera, scese dal pullman in avarìa, sono state invitate dalla polizia stradale a raggiungere Pescara, a bordo di un altro pullman preso a loro spese per il breve tragitto, dove avrebbero potuto trovare ricovero all’interno della stazione ferroviaria in attesa che venisse riparato il guasto del pullman romeno. Invece, al loro arrivo a Pescara hanno trovato la stazione chiusa, come accade da mesi nelle ore serali. E i 55 sono rimasti lì, spaesati e infreddoliti. A soccorrerli ci hanno pensato i volontari dell’associazione On the road e della Croce Rossa di Spoltore e Pescara che giovedì sera erano impegnati nell’unità di strada a servizio di prostitute e senza fissa dimora. «Hanno raccontato la situazione», come riferisce Antonello Salvatore, responsabile dell’associazione pescarese e coordinatore del centro diurno Train de vie della stazione, «e a quel punto i volontari hanno aperto la sede per dare un tetto e delle bevande calde a quelle persone sfinite e affamate». Un’assistenza che i volontari hanno prestato per tutta la notte, in attesa di un pullman che per i 55 in attesa non è mai arrivato. «Alle 7 gli abbiamo dato la colazione, poi è subentrata anche la Caritas», riferisce ancora Salvatore, «che li ha fatti pranzare, e poi la polizia ferroviaria e il Comune». Di fronte al gruppo che non sapeva come e quando ripartire e recuperare i propri bagagli lasciati sul pullman rotto, si è attivata infatti la polizia ferroviaria con il comandante Davide Zaccone che ha contattato prima l’autista e il meccanico del mezzo e poi, dopo aver verificato che il pullman poteva essere riparato con pezzi esistenti solo in Romania ha fatto in modo di mettersi in contatto con il referente in Italia del gruppo che organizza viaggi dalla Romania alla Calabria. Un intervento decisivo considerando che alla comitiva in attesa di ripartire era invece stato detto che non sarebbe andato nessuno a riprenderli. Invece, contattato il referente romeno in Calabria, la Polfer ha fatto in modo che venisse inviato a Pescara il pullman più vicino, partito in serata da Policoro. Nel frattempo, la macchina dell’accoglienza si era comunque messa in moto anche con il Comune che, con l’assessore allo Sport Giuliano Diodati ha messo a disposizione del gruppo una palestra di via Italica dove fargli trascorrere la notte in attesa del mezzo. Ma dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Armando Foschi, la domanda polemica: «Perché per un fatto accaduto a San Benedetto se ne deve occupare il Comune di Pescara
?».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it