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Pescara, 16/03/2026
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Data: 28/03/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Solo Roma può salvare il porto». Alla celebrazioni dei 150 anni della Capitaneria evidenziato il grande impegno sul fronte dei migranti. Guerino Testa sostiene l’iniziativa dell’ammiraglio Angrisano «A Pescara abbiamo fatto molto, il problema è nella burocrazia».

E’ al problema dei barconi e delle migliaia di migranti che ogni giorno attraccano sulle coste del nostro Paese che ieri, in occasione della celebrazione dei 150 anni della Capitaneria di Porto, è andato il pensiero del comandante Generale del Corpo: Felicio Angrisano. Quei disgraziati che, ha ricordato l’ammiraglio, vengono ogni giorno portati in salvo dagli "angeli" della Capitaneria a dimostrazione che «il Corpo è vivo, nonostante quella globalizzazione dell’indifferenza - ha affermato - che deve essere combattuta con l’accoglienza di un popolo nuovo cui dare speranza: quello dei migranti. Dobbiamo lottare contro l’eutanasia della speranza rappresentata dalla crudeltà dei trafficanti di uomini». Tante le autorità civili e militari in sala ad ascoltarlo. Le stesse che ieri l’ammiraglio Angrisano aveva ammonito per non essere riuscite, fino ad oggi, a fermare un’altra eutanasia, umanamente meno grave di quella dell’emigrazione ma per la città estremamente importante sia dal punto di vista economico che occupazionale: il mancato dragaggio del porto di Pescara e il suo continuo insabbiamento. Un problema che Angrisano lunedì porterà a Roma accompagnato dal direttore marittimo di Pescara, Enrico Moretti.
Una bacchettata alle istituzioni locali? «Non credo - afferma l’attuale consigliere comunale Ncd ed ex commissario straordinario per il porto Guerino Testa -. Concordo con la scelta dell’ammiraglio perché è solo così che si potrà finalmente sbloccare quella burocrazia che, ad oggi, ha impedito al Piano regolatore marittimo di prendere il via ottenendo i fondi necessari a risolvere definitivamente il problema. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto garantendo navigabilità e messa in sicurezza del porto».
20 MILIONI PER IL DRAGAGGIOSono stati 20 i milioni di euro investiti fino ad oggi nel dragaggio, ma a renderli insufficienti sarebbe stato dunque il dilatarsi dei tempi, tra inchieste e insabbiamenti. «Negli anni - ha spiegato il presidente della Camera di commercio Daniele Becci - la morfologia del porto si è modificata al punto da far diventare il problema sistematico. La Capitaneria la sua presenza l’ha sempre assicurata, ma siamo sempre lì: senza Piano regolatore è difficile arrivare a quella trasformazione definitiva sempre più urgente. L’incontro a Roma, che ho caldeggiato, fa ben sperare. Staremo a vedere».
Anche per il sindaco Marco Alessandrini la responsabilità è dovuta in gran parte alla lentezza burocratica sebbene, ammette, «la rete di collaborazione tra enti e istituzioni non ha dato i frutti sperati». Per il presidente della Provincia Antonio Di Marco l’approdo ai tavoli romani «conferma la gestione fallimentare degli ultimi anni, ma fa ben sperare per il futuro». Un porto che «deve mettere in piedi una rete di collaborazione anche con quelli vicini» ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio perché diventi, ha concluso il consigliere comunale Lcd Riccardo Padovano «ciò che deve essere: il volano della città». Un volano in cui, ha voluto ricordare il comandante Moretti durante la cerimonia, un politico più di ogni altro ha creduto: Nino Sospiri.

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