TERAMO La procura chiude le indagini sull’incidente mortale nella galleria di Piaganini e firma l’avviso di conclusione delle indagini per tre indagati. Sotto accusa ci sono due dipendenti dell’Anas e il conducente dell’autobus contro cui il 5 agosto dell’anno scorso si schiantò la moto in sella a cui viaggiavano il 34enne boscaiolo di Crognaleto Matteo Ceci, deceduto sul colpo, e un suo amico rimasto gravemente ferito. A tutti e tre il pm Greta Aloisi contesta l’omicidio colposo in concorso. Ai dipendenti dell’Anas, inoltre, il pm contesta anche il mancato rispetto di alcune norme di sicurezza della galleria. In particolare infiltrazioni d’acqua che avrebbero reso particolarmente insidioso l’asfalto e la scarsa illuminazione. Una situazione che più volte, nel corso degli anni, è stata segnalata dagli automobilisti. Matteo Ceci e l’amico quel pomeriggio stavano tornando a casa in sella alla moto Aprilia 125 condotta dal giovane boscaiolo. Erano da poco passate le 17.30 e i due erano appena entrati nel tunnel sulla statale 80 lasciandosi alle spalle un violento acquazzone. Secondo la ricostruzione dei carabinieri il ragazzo potrebbe aver perso il controllo del mezzo proprio a causa dell’asfalto bagnato dalle infiltrazioni d’acqua: il centauro venne sbalzato dalla moto finendo contro un autobus turistico che trasportava un gruppo di scout e che proveniva in senso opposto. L’impatto fu violentissimo e nonostante il giovane indossasse il casco per lui non ci fu niente da fare. Anche il passeggero venne sbalzato a terra e finì contro l’autobus. E nel ricostruire la dinamica negli atti gli investigatori sono partiti proprio dall’asfalto bagnato dalle tante infiltrazioni d’acqua che ormai da tempo interessano la galleria di Piaganini.