Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/03/2026
Visitatore n. 752.299



Data: 29/03/2015
Testata giornalistica: Il Centro
«Parenti delle vittime, ridateci i soldi». Il capo dipartimento della Protezione civile, Gabrielli: restituite con gli interessi legali i risarcimenti che vi avevamo anticipato

L’AQUILA Con una sensibilità e delicatezza degna di un bulldozer la Protezione Civile, a pochi giorni dalla sesta ricorrenza del sisma del 6 aprile, chiede la restituzione dei risarcimenti dati ai parenti di 16 vittime della catastrofe dopo la sentenza di primo grado contro gli ex componenti della Commissione Grandi Rischi. «Si invita e si diffida», si legge nell'atto firmato dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che ha agito consultando l’Avvocatura dello Stato «alla restituzione delle somme percepite e a corrispondere senza indugio, e comunque entro 30 giorni dal ricevimento della presente» con l'aggiunta delle spese di giustizia e degli interessi legali maturati dal momento della sentenza di primo grado fino al 28 febbraio scorso. «Dovrà essere effettuato mediante bonifico a favore della Banca d'Italia», prosegue la nota, «per l'accreditamento sul conto infruttifero numero 22330 aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato e intestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri», si legge, con tanto di codice Iban a seguire e la causale 'Restituzione della provvisionale liquidata». Quanto alla ricevuta, «dovrà essere trasmessa immediatamente allo scrivente dipartimento e anticipata a mezzo fax, oppure per telefono o ancora posta elettronica certificata. La presente è da intendersi quale formale atto di interruzione dei termini di prescrizione». Gabrielli si giustifica così. «Dovremmo essere tutti più onesti», dice «nel prendere visione delle cose: mettendo in disparte ogni considerazione sul dolore e le sofferenze delle famiglie delle vittime, che attiene all'uomo Franco Gabrielli, come funzionario ho dalla mia una tempestività mai vista nell'applicazione della sentenza di primo grado senza aspettare la Cassazione: mi sembra ingiusto, perciò, che oggi si dica che dopo la sentenza di secondo grado avremmo dovuto attendere la Cassazione. Non abbiamo chiesto indietro 7,8 milioni (il totale delle somme disposte dal giudice Marco Billi ai 55 eredi delle 29 vittime), abbiamo richiesto indietro, e sono circa 2 milioni, le somme solo per le persone per le quali non sono state riconosciute in secondo grado le responsabilità dei condannati», prosegue Gabrielli in riferimento alla posizione dell'ex vice capo dipartimento Bernardo De Bernardinis, l'unico non assolto, con condanna ridotta da sei a due anni di reclusione, nel processo di appello che il 10 novembre 2014 ha visto le assoluzioni degli altri sei imputati. «Terza questione, sono un funzionario dello Stato e devo rispettare le regole - prosegue ancora il capo dipartimento - come solerte sono stato nel primo grado, solerte devo esserlo nel secondo. Potevo essere accusato di poca sensibilità se fossi stato intempestivo nel primo grado e non nel secondo, ma con tutta la strumentalizzazione possibile, non è stato così». «Lo Stato non sta battendo cassa», si legge ancora in una nota della Protezione civile, «ma sta applicando la sentenza stessa rispettando i tempi indicati. Esattamente come si fece dopo il verdetto di primo grado. Quello che il Dipartimento si ritrova a fare oggi, dunque, pur rispettando il dolore dei familiari», si sottolinea nella nota «non è altro che l'applicazione di una sentenza che dispone la restituzione del denaro che a suo tempo venne versata senza attendere la decisione della Cassazione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it