Al peggio non c'è mai fine: dopo l'ipotesi di ridimensionamento delle linee del trasporto pubblico su gomma verso la Capitale, un altro allarmante provvedimento si appresta a colpire l'Abruzzo e in particolare le aree interne. La linea ferroviaria Terni-Carpinone, infatti, chiuderà i battenti per tutto il mese di agosto, sostituita, a quanto pare, da un servizio di autobus che, oltre ad allungare notevolmente i tempi di percorrenza, rappresenta la prima avvisaglia della chiusura di una linea per cui negli ultimi anni si erano fatti grandi progetti di rilancio, specie in chiave turistica. Il treno dei Parchi, insomma, quello che dovrebbe offrire ai turisti un modo alternativo di viaggiare nel cuore della Regione verde d'Europa, verrà soppresso proprio nel mese di massima affluenza turistica. Ufficialmente (anche se non esiste ancora una comunicazione delle Ferrovie) dovrebbe trattarsi di una chiusura dovuta a lavori lungo la linea: un cavo elettrico da sostituire che, però, ha tutta l'aria di essere una semplice scusa per far risparmiare alle Ferrovie circa due terzi della spesa. Il personale viaggiante su questa linea è stato messo in ferie per tutto il mese di agosto, mentre sei ferrovieri che alla fine di giugno andranno in pensione non saranno con molta probabilità rimpiazzati. La notizia ha messo in fibrillazione il mondo politico, sindacale e soprattutto i pendolari che da oggi avvieranno una raccolta di firme per scongiurare questa sciagurata ipotesi. «Domani stesso (oggi per chi legge) avvieremo anche noi una raccolta di firme per la velocizzazione ed elettrificazione di questa linea e invieremo una lettera all'assessore regionale ai Trasporti per impedire questo provvedimento estivo - spiega Gaetano Iacobucci della segreteria provinciale della Cgil - nel contratto stipulato con la Regione, committente del servizio, deve essere garantito il trasporto lungo questa linea e la decisione di chiuderla prendendo a pretesto presunti lavori, non ci convince e sembra solo un modo per aggirare l'ostacolo scaricando su Rfi le responsabilità di quello che in effetti è un vero e proprio taglio. Chiediamo la mobilitazione di tutte le Istituzioni - continua Iacobucci - compresi i Sindaci interessati che lo scorso anno, però, non alzarono neanche una voce di protesta contro un provvedimento simile, seppur ridotto nel tempo». «Chiederò conto subito a Ginoble di quanto paventato - commenta l'assessore provinciale Teresa Nannarone - è inconcepibile chiudere la linea dei Parchi in un periodo come questo: tanto per i pendolari che subiscono il provvedimento, quanto soprattutto per l'immagine e i servizi turistici che questo territorio e questa linea in particolare dovrebbero svolgere».