PESCARA. I sindacati minacciano di proclamare lo stato di agitazione per contestare i tagli alle corse dei mezzi pubblici della Gtm. Ieri mattina, l'incontro tra l'assessore al traffico, Armando Mancini, e i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Faisa Cisal e Ugl autoferrotranvieri, convocato per cercare una soluzione alla questione, non è servito ad avvicinare le parti.
Il motivo dello scontro è la riduzione di 180mila chilometri l'anno dei percorsi degli autobus urbani della Gtm. La decisione è partita dal Comune che, a causa dei tagli dei trasferimenti statali imposti dalla legge Finanziaria, si è visto costretto a ridurre i contributi per il servizio del trasporto pubblico. Di conseguenza, l'azienda degli autobus ha dovuto ridurre le corse. L'assessore si è detto disponibile a trattare e a rimodulare lievemente i tagli.
Ma i sindacati vorrebbero il ripristino totale delle corse, perché temono ripercussioni sulla qualità del servizio offerto all'utenza e anche sull'occupazione. «Secondo i calcoli dell'azienda, ora ci sono dieci dipendenti in più», ha affermato il segretario della Faisa Cisas, Marino Marini. «Questi tagli» ha aggiunto Franco Rolandi, della Filt Cgil «vanno a colpire l'utenza debole e le fasce cosiddette di garanzia, cioè gli orari in cui i mezzi pubblici sono indispensabili per i cittadini». Le linee interessate ai cambiamenti sono il 4, 5, 7 e 15.
Ora Mancini ha convocato per giovedì prossimo una nuova riunione, che i sindacati considerano decisiva. «Se l'amministrazione comunale non accetterà le nostre richieste» ha avvertito Marini «convocheremo le assemblee dei lavoratori per decidere lo stato di agitazione ed eventuali forme di lotta».