«Non trattiamo con una calcolatrice». L´ennesimo avvertimento di Padoa-Schioppa sulle risorse disponibili per il pacchetto Welfare non è piaciuto ai sindacati che in conferenza stampa rispondono al ministro quasi irritati. «Se si pensa di affrontare la previdenza con la calcolatrice, non va bene, non va proprio bene - puntualizza secco il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani- non trattiamo con una calcolatrice. Dietro i numeri ci sono situazioni, condizioni, problemi. bisogna trovare una soluzione per l'equilibrio tra tesi e bisogni. Poi c'è il problema della sostenibilità finanziaria, ma non il contrario». «Padoa-Schioppa- sottolinea Epifani- aveva detto che è finita l'emergenza finanziaria. Se è finita non bisogna usare toni da emergenza finanziaria. Le dinamiche dei conti, lo sappiamo, hanno delle oscillazioni ed è chiaro che ogni mese ha una sua tendenza».
Più comprensivo il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni che riconosce che Padoa-Schioppa «fa il suo lavoro, nel governo c'è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda», ma ricorda che l'extragettito quest'anno è «notevole» e i soldi che vengono «dall'area fiscale, alla quale i lavoratori dipendenti contribuiscono per l'85%, devono andare al sociale». Bonanni ribatte anche alle lamentele sugli studi di settore.
«La lotta all'evasione deve continuare, il governo deve insistere lì, capisco che ci siano realtà che si lamentano, ma i soldi vanno usati per il sociale. È come la gallina che fa l'uovo e il gallo si lamenta», conclude tra le risate di Epifani e Angeletti.
La questione dello scalone, secondo quanto detto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, sarà approfondita in un nuovo incontro tra governo e parti sociali da tenersi martedì prossimo. Letta ha spiegato che il governo presenterà una proposta su scalone, rivalutazione delle pensioni minime e competitività, con «la ferma intenzione a chiudere prima del 28 giugno». Giovedì sul tavolo: ammortizzatori sociali, giovani e tutele sul mercato del lavoro.
Durante l'incontro tra sindacati e governo (ma senza Romano Prodi, che è impegnato a Bruxelles per il Consiglio europeo), si sarebbe «trovata la quadratura» sulle diverse questioni. Quale sia questa "quadratura" non è dato di sapere, ma mercoledì pomeriggio Prodi, durante le interrogazioni a risposta immediata alla Camera, ha dato un'idea di quale sia l'impostazione del Governo: equilibrio del sistema pensionistico sì, ma anche sostegno ai «poveri cristi» che con la pensione che prendono non ce la fanno a vivere. Prodi ha detto che il sistema pensionistico italiano «ha una sostenibilità maggiore rispetto a altri sistemi europei». Ma non è una sostenibilità «completa». Dunque, «dobbiamo tener conto dell'equilibrio di lungo periodo, ma anche di migliorare le pensioni più basse in essere, che sono ancora nettamente insufficienti». Insomma, «equilibrio sì, ma anche sostegno ai poveri cristi che con la pensione che prendono non ce la fanno a vivere. Un equilibrio, che tenga i pensionati in vita».
«Prevediamo di aiutare le classi più deboli - aggiunge il presidente del Consiglio - e soprattutto di rilanciare le possibilità dei giovani nella carriera pensionistica, con il riscatto degli anni di laurea e la continuità dei versamenti; vogliamo anche pensare a coloro che si trovano in una situazione di complicata iniquità di fronte allo scalone fiscale. È un problema di una differenza di trattamento troppo forte tra chi si trova in una condizione e chi in un altra»
I sindacati, comunque, arrivano alla riunione di giovedì pronti a una trattativa serrata, forse anche dura. Lo ha spiegato la Cgil in un comunicato nel quale afferma che la partita sui temi del welfare, è «ancora tutta aperta» ed è necessario richiedere il «parere vincolate» di lavoratori e pensionati sull'accordo che potrà essere raggiunto. «La Cgil nazionale - è scritto nel comunicato - punta a fare una buon accordo, ritiene però che la trattativa sia ancora tutta aperta e che ci siano questioni già affrontate da approfondire, altre che non vanno bene, e altre ancora, non messe sul tavolo, da affrontare».