Il ministro dell'Economia ai vertici della Finanza: siate esempio di stile, sobrietà e prudenza
L'AQUILA. «Il livello attuale di evasione fiscale in Italia é una vera "pandemia". La perdita di gettito ammonta a oltre 100 miliardi di euro l'anno. Una cifra che che equivale al 15-20% delle entrate complessive del Paese». Lo ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa alla cerimonia per il 233esimo anniversario della Guardia di finanza che si è svolta all'Aquila, nella caserma della scuola Sottufficiali, e alla quale ha presenziato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Secondo il ministro «un Paese a evasione zero é possibile, ed é a portata di mano» ma «serve una riconciliazione, un patto, oltre che tolleranza zero nei confronti di chi evade». Il ministro dell'economia ha incentrato il suo intervento sul "Pagamento dei tributi" un tema «che in questi giorni» ha detto «infiamma le discussioni, talvolta con accenti che dovrebbero preoccupare chiunque abbia a cuore la vita civile, accenti che possono rendere particolarmente arduo di chi come voi, Guardia di finanza, ha il compito di vegliare sul regolare pagamento dei tributi». E il riferimento è stato evidentemente a chi nelle scorse settimane, fra le forze politiche di opposizione, ha parlato di sciopero fiscale. Il ministro ha fatto anche un riferimento alle vicende che hanno portato al cambio di comandante (il generale Speciale è stato sostituito dal generale D'Arrigo).
«I difficili momenti vissuti dal Corpo» ha sottolineato Padoa Schioppa «sono stati per noi tutti, presenti e assenti, un'esperienza sofferta. Sappiate che la fiducia del governo e delle istituzioni non é mai venuta meno. Ora vogliamo guardare avanti. Tutti devono guardare verso l'obiettivo evasione zero» e rivolgendosi ai finanzieri ha detto: «Gli alti gradi debbano essere esempio di stile, sobrietà e prudenza». E' sembrata una nuova bacchettata, anche se indiretta, all'ex comandante, che non era presente alla cerimonia come non lo era il viceministro Vincenzo Visco al quale sono state tolte le deleghe relative alla Guardia di finanza passate al ministro Padoa Schioppa, proprio dopo lo scontro col comandante Speciale. Quasi tutto l'intervento dell'uomo di governo è stato incentrato sulla lotta all'evasione fiscale: «Se sarà raggiunto l'obiettivo evasione zero sarà possibile la riduzione dei prelievi», ma per ottenere questo risultato «serve un atto di fiducia, direi un patto di riconciliazione, oltre che tolleranza zero verso l'evasione». Secondo il ministro infatti é necessario che «il cittadino capisca che l'evasione é un male evitabile» e che anche se le tasse «non si pagano volentieri, servono per procurarci dei beni: strade, giustizia, cure mediche, istruzione». Un quadro, quello di un Italia senza evasione fiscale, in cui» ha proseguito il ministro «l'economia crescerebbe di più, creando nuovi posti di lavoro», in cui sarebbero possibili «alleggerimenti dei carichi fiscali a tutti i contribuenti, soprattutto a chi non evade. L'evasione fiscale rappresenta sette punti di Pil ed é a livelli ben superiori rispetto agli altri paesi dell'Europa ed ai paesi ad economia avanzata. E' quasi il doppio che in Francia, Germania e Regno Unito; quasi il quadruplo che in Austria, Olanda ed Irlanda». Un fenomeno al quale si affianca, preoccupante, quello del sommerso, che nel nostro Paese - secondo il ministro - «é il 60% in più» rispetto alla media dell'Ocse. L'evasione fiscale é «diffusa su tutto il territorio nazionale, con differenze infinitesimali fra nord e sud». Stessa cosa per il sommerso: «Dati simili ci sono per la Campania come per la Lombardia, per la Puglia come per il Veneto, per Napoli come per Torino». Fra nord e sud - ha detto ancora il ministro - «l'evasione fiscale supera la base imponibile dichiarata e dove il reddito é più alto maggiore é l'evasione». Si tratta di un fenomeno le cui cause - ha spiegato - «sono economiche, organizzative e soprattutto etiche e civili: si evade perché é conveniente e la pratica di condoni ha trasformato l'eccezione in una quasi certezza» di impunità. In Italia «ciò che é pubblico é come se non appartenesse a nessuno e l'evasione innesca effetti imitativi. Le imposte non si pagano perché molti non le pagano e il pubblico gestisce male i fondi. Atteggiamenti verso i quali non si può essere indulgenti». Ritornando al sommerso e ricordando i dati Istat, Padoa-Schioppa ha sottolineato come rappresenti il 16,6-17,7% del Pil, «cioé circa 230-245 miliardi di valore aggiunto non dichiarato».
IL GENERALE D'ARRIGO. Un passaggio dell'intervento del neo comandante generale della Guardia di Finanza, generale Cosimo D'Arrigo è stata quasi una risposta al ministro. ««Siamo pronti a garantire assoluto, incondizionato e leale impegno nelle quotidiane sfide che ci attendono. «Avvertiamo forte - ha sottolineato il generale D'Arrigo - il senso di appartenenza ad un'istituzione che ha sempre servito il paese con abnegazione e fedeltà consapevole del ruolo sempre più importante e impegnativo nella salvaguardia della sicurezza economica Italiana ed europea. Siamo chiamati» ha aggiunto «ad operare nella lotta all'evasione fiscale, alla criminalità finanziaria e a fornire un contributo alle missioni di pace».
IL PRESIDENTE PRODI. Alla Guardia di Finanza è giunto anche un messaggio del presidente del consiglio Romano Prodi. «Il Corpo della Guardia di Finanza esercita una funzione primaria per l'ordinamento dello Stato» ha scritto Prodi «per la giustizia sociale e la solidarietà verso i meno abbienti». Il capo del governo ha inviato a tutto il Corpo delle Fiamme Gialle «il più fervido augurio». Il premier ha ricordato «il compito difficile cui é chiamata la Guardia di Finanza e per il quale l'intera nazione vi é grata. Per questo - ha concluso Prodi nel suo messaggio - il Governo conferma il proprio alto apprezzamento e la propria gratitudine» per l'attività che ogni giorno la Guardia di Finanza svolge su tutto il territorio nazionale.